intervista a cura di Stefania Clerici
Ci sono progetti che nascono quasi per caso e poi diventano un percorso artistico vero e proprio. È quello che è successo a Fabrizio Grecchi, pianista e compositore milanese, con il suo format Beatles Piano Solo, oggi una presenza consolidata all’interno di Piano City Milano, il festival che da anni nel mese di maggio decora la città di musica al pianoforte.
Dall’intuizione al format: la nascita di Beatles Piano Solo
Tutto ha inizio proprio tra le strade e gli spazi diffusi di Piano City. Un’opportunità arrivata all’improvviso, una richiesta precisa — suonare i Beatles — e una risposta istintiva:
“IO!”
Un’adesione immediata, quasi impulsiva, che nascondeva però un dettaglio non da poco: lo spettacolo, in quel momento, non esisteva ancora.
Eppure è proprio da lì che prende forma Beatles Piano Solo.
“Lo spettacolo non esisteva. Ma da lì in poi è esistito.”
Da quell’episodio iniziale, il progetto si è sviluppato fino a diventare un appuntamento fisso del festival:
“Sono 15 edizioni che Beatles Piano Solo ha uno spazio in Piano City, e ne sono davvero felice.”
La reinterpretazione: fedeltà alla melodia, libertà nell’esecuzione
Beatles Piano Solo non è un semplice tributo, ma una reinterpretazione personale e ogni volta diversa. Il punto di equilibrio è chiaro: mantenere riconoscibile l’identità dei brani, lasciando spazio alla libertà espressiva.
“La cosa importante è che rimanga chiara la melodia del brano in modo che la gente possa riconoscere il pezzo e cantarlo. Il resto viene da solo.”
È proprio in questo spazio che entra in gioco l’improvvisazione, elemento chiave della sua performance live:
“Io preparo la scaletta e gli arrangiamenti, ma poi quando suono dal vivo arrivano nuove idee e allora improvviso.”
Il risultato è uno spettacolo in continua evoluzione, mai identico a sé stesso, dove ogni esecuzione nasce da un dialogo tra tecnica, istinto e momento.
Il pianoforte oggi: uno strumento senza confini
Nel lavoro di Grecchi, il pianoforte si allontana da una dimensione puramente classica per diventare uno strumento contemporaneo, aperto alla contaminazione e alla sperimentazione sonora.
“Il pianoforte è uno strumento dalle infinite possibilità.”
Dalle influenze storiche alle più recenti esplorazioni sonore, la sua visione abbraccia un’idea di musica in continuo cambiamento:
“Il futuro della musica, in generale non solo per pianoforte, è per fortuna imprevedibile. Uscirà sempre qualcosa di meraviglioso.”
Un approccio che riflette una scena musicale sempre più ibrida, dove tradizione e innovazione convivono e si trasformano.
Il rapporto con il pubblico: un concerto condiviso
Uno degli elementi centrali di Beatles Piano Solo è il coinvolgimento diretto del pubblico. Non si tratta di una performance unidirezionale, ma di un’esperienza partecipata.
“Questo concerto non è un semplice tributo ai Beatles, ma il mio personale ringraziamento alla band che mi ha avvicinato alla musica e al pianoforte.”
E soprattutto:
“Lo spettacolo lo faccio insieme al pubblico.”
Il pubblico riconosce le melodie, le canta, entra nel ritmo della performance. La musica diventa così uno spazio condiviso, in cui l’artista e chi ascolta costruiscono insieme l’esperienza.
Concerti a Milano: le prossime date live di Fabrizio Grecchi
Dopo il successo dello scorso week end, Fabrizio Grecchi torna a esibirsi dal vivo con due appuntamenti in città, portando ancora una volta sul palco l’universo di Beatles Piano Solo:
- 29 maggio — Gogol&Company (Festival MUSA) – ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
- 30 maggio — Spazio Alda Merini (progetto C.A.S.T.) – il concerto sarà preceduto, alle ore 19.00, da un aperitivo solidale al costo di 15 euro. L’ingresso al live è libero fino ad esaurimento posti.
Due occasioni per immergersi in un concerto che è insieme reinterpretazione, improvvisazione e racconto, dove ogni performance è unica e irripetibile.
Beatles Piano Solo non è solo un omaggio ai Fab Four, ma un’esperienza musicale che evolve, sorprende e coinvolge — ogni volta in modo diverso
