La seconda giornata (venerdì 20 giugno) ha visto il Graspop raggiungere il pienone già dalle prime ore, con il pubblico in estasi nonostante il caldo torrido. Ad aprire le danze ci ha pensato Myles Kennedy (Alter Bridge, Slash) con la sua band: la sua voce ha risuonato potente ed emozionante sopra i campi di Dessel fin dal primo pomeriggio , dimostrando che anche ad orari anticipati si possono regalare momenti da brivido. Nel frattempo sul palco Jupiler il duo americano House Of Protection – progetto formato da ex membri dei Fever 333 – ha stupito con la sua miscela esplosiva di hardcore, hip hop ed elettronica, abbattendo le convenzioni di genere . In molti lo indicano come la rivelazione a sorpresa del festival, grazie all’energia “furiosa e strampalata” del loro show.
Nel tardo pomeriggio è toccato a Kim Dracula sconvolgere la platea: l’eclettico artista australiano – diventato virale online – ha proposto uno spettacolo unico mescolando metal, pop, rap e stravaganza gotica, confermando come la “generazione TikTok” stia abbassando l’età media del pubblico metal . A seguire, il leggendario Jerry Cantrell (chitarrista e mente degli Alice In Chains, che abbiamo anche intervistato, leggi qui ) ha regalato un set raffinato tra brani solisti e classici grunge che hanno fatto cantare i fan, un momento di classe che ha unito diverse generazioni. Sul fronte delle nuove leve, le Nova Twins hanno infuso una ventata di freschezza con il loro crossover di punk, elettronica e attitudine urban, mandando in delirio i più giovani e portando inclusività sul palco.
Il crescendo serale è stato potente. I Falling In Reverse, per la prima volta al Graspop, hanno scatenato il caos con una performance teatrale e imprevedibile: Ronnie Radke ha saltato senza sforzo da parti metalcore a ritornelli pop fino a strofe rappate, tenendo il pubblico sul filo del rasoio ad ogni cambio di genere . L’energia è stata tale che un fan ne ha approfittato per fare la proposta di matrimonio alla fidanzata subito dopo lo show della sua band preferita, Falling In Reverse – a riprova del clima elettrico ed emozionante. Subito dopo, i groove brutali dei Jinjer hanno risuonato potenti: la band ucraina, guidata dall’impressionante voce di Tatiana Shmailyuk (capace di passare da melodie pulite a growl abissali in un attimo), ha infiammato la folla mescolando tecnica e furia sonora. Intanto sul palco principale i mostri sacri dello shock-rock Slipknot preparavano la loro entrata trionfale come headliner: quando le maschere di Corey Taylor e compagni sono apparse, Dessel è esplosa. Con uno show aggressivo e catartico – definito “puro, immediato impatto emotivo” da chi l’ha vissuto – gli Slipknot hanno incenerito il festival con i classici del primo album e non solo , chiudendo il Day 2 in un’orgia di headbanging, fiamme e adrenalina.
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