Articolo di Umberto Scaramozzino
Inizia da Torino il mini-tour italiano di Shawn James, cantautore statunitense che torna nel nostro Paese dopo i due concerti del 2024, raddoppiando questa volta gli appuntamenti. Lo sPAZIO211 è – a detta sua – una delle venue più piccole in cui lui e la sua band abbiano mai suonato, ma anche una delle più calorose, a giudicare dal benvenuto che il pubblico torinese gli riserva fin dalle prime battute. Si instaura subito un rapporto di galvanizzazione reciproca. L’energia si irradia dal pubblico verso il palco, dove viene catturata e restituita amplificata. E che bell’inizio.
La voce di Mr. James è potentissima. Tanto che il paragone con le versioni in studio dei suoi brani risulta disarmante: viene da chiedersi come sarà possibile il giorno seguente tornare ad ascoltare quei brani su Spotify, dopo averli visti prendere vita. Sia nelle ballate che nelle cavalcate rock l’espressività del cantato è l’assoluta protagonista, sorretta da una grande band. Funziona tutto alla perfezione, compresi gli irresistibili intermezzi nei quali lo storyteller che è in lui viene sguinzagliato, regalando aneddoti e invettive, come se fossimo in un teatro dell’Illinois, nel format “An Evening With Shawn James”.
Non nasconde lo stupore che ancora lo coglie quando ripensa al successo planetario della sua “Through The Valley”, brano del 2012 che qualche anno dopo è diventato un piccolo cult per i videogiocatori di tutto il mondo. Ringrazia Naughty Dog, uno degli studi di sviluppo più famosi e influenti al mondo, che ha scelto proprio il suo brano per l’ormai leggendario trailer di annuncio di The Last of Us Parte II nel 2016. Da quel momento la canzone è arrivata al primo posto nella classifica Spotify Viral 50 a livello globale, dando un’impennata notevole alla carriera di Shawn James, ulteriormente rilanciata quando il brano è tornato trending grazie alla recente serie TV, di altrettanto successo.
Un altro brano, forse il più magnetico di tutta la serata, lega indissolubilmente Shawn ed Ellie Williams, il personaggio di The Last of Us. Si tratta di “The Guardian”, il cui testo appare nel diario di Ellie durante l’avventura, e che ben rappresenta i toni viscerali e malinconici che hanno dato vita al sodalizio. L’unico momento che, per emozione, riesce a surclassare la parentesi videoludica, è la cover di “Eating Like Kings” e il relativo duetto con l’autore del brano: Baker McKinney (in arte Gravedancer), che ha l’onore di essere l’opening act di questo tour e un carissimo amico di Shawn James.
I due artisti e amici danno libero sfogo a tutta l’intensità di cui sono capaci, tra storie di oblio, autodistruzione e redenzione. “Mi ha letteralmente salvato la vita”, dice Baker che sembra genuinamente emozionato nonostante il copione sia verosimilmente lo stesso del resto del tour. Altrettanto sincera la reazione di Shawn, che abbraccia l’amico sottolineando ancora una volta la paternità di un brano che viene erroneamente attribuito a lui, ma che ama come se portasse davvero la sua firma.
Il set è studiato per assecondare e raccontare ogni sfaccettatura della musica del cantautore americano, che pur avendo solide radici nel blues e nel folk, riesce a sfiorare un numero smisurato di altri generi – sicuramente rock e soul, ma inaspettatamente anche il gospel e il metal. Nonostante le due ore e i venti brani in scaletta, l’artista ci tiene a scusarsi per l’esclusione di brani che sa essere tra i preferiti dei suoi fan: “Qualcuno uscirà scontento, ma ci tengo a suonare i brani che ho scelto”. In effetti c’è chi a più riprese richiede brani a gran voce, quasi per prendersi gioco dell’assertività del cantante, che insiste divertito: “Suono quello che voglio, fatevene una ragione”.
Shawn James dà l’idea che ogni singolo minuto dei 120 che compongono lo show sia irrinunciabile e che ogni capitolo della pluridecennale carriera abbia contribuito a costruire la solida immagine del bluesman che oggi si staglia davanti ai nostri occhi. La figura oscura e affascinante di un artista raro ed estremamente orgoglioso, tanto delle sue scelte quanto della sua musica.
