articolo di Stefania Clerici
Dal rumore all’attenzione
La Sala Verdi del Conservatorio di Milano è gremita e registra un sold out non certo inaspettato. Non si attende in silenzio l’inizio del concerto… Nonostante il chiacchiericcio di fondo e le distrazioni di colpi di tosse o di suoni dei cellulari non silenziati, un’aura magnetica pervade l’atmosfera e un rumore bianco, indefinito, preregistrato e moderno aleggia nello spazio.
Ma quando entra Roberto Cacciapaglia, però, qualcosa cambia.
Il rumore resta. L’attenzione prende il sopravvento.
La sala non tace: si concentra.
La musica come ascensione
La scena essenziale: pianoforte al centro, elettronica ai lati, luci che respirano.
Cacciapaglia lavora su una direzione precisa: la musica come ascensione.
Il pianoforte è la base. L’elettronica espande lo spazio.
I brani non si interrompono, ma scorrono in un unico flusso, una meditazione sonora continua.
È questa la sua firma e nota distintiva: l’equilibrio tra classico ed elettronico, gesto acustico e risonanza digitale. Nel suo live, il suono diventa un luogo temporaneo.
Aural: l’ascolto come esperienza collettiva
Milano non è una semplice tappa: è casa. Il Conservatorio diventa una memoria viva, un luogo di formazione e ritorno. Presenta i musicisti come compagni, non come comprimari: al violoncello elettrico Clarissa Marino e alle postazioni elettroniche, Gianpiero Dionigi. Ogni presenza è parte di un ecosistema sonoro.
Poi arriva un brano che non eseguiva da anni: No more Violence. «L’avevo dimenticato… e invece purtroppo è diventato drammaticamente attuale.» La voce non giudica: constata. La musica completa il discorso.
Sul finale arriva il gesto più semplice e più radicale. Il pubblico è invitato a cantare una nota: il La. La nota del diapason, quella dell’accordatura. Essere qui, semplicemente. Non ci vuole altro.
Il suono collettivo che ne esce è umano: non è perfetto, ma vibra, ed è vivo. La distanza tra palco e platea si annulla e da spettacolo diventa un’esperienza di fisica.
Al termine del concerto si esce dal Conservatorio una duplice sensazione: la bellezza di aver assistito ad un concerto che si offre come luogo, ela consapevolezza che il mondo con i suoi “rumori” può entrare in un templio del suono. Ed è proprio qui che Aural trova il suo senso più profondo: la musica non cancella la confusione sonora del mondo. La attraversa. La trasforma. E la porta un po’ più in alto.
Scopri la setlist di Roberto Cacciapaglia al Conservatorio di Milano – 29 aprile
Perfect Darkness
Stillness
Red Interlude
Lumina
Time To Ber
Atlantis
The Future
Sonanze II
Meteora
Actus
London Sleeps
Angel Falls
Moonrise
Endless Time
Nuvole di Luce
Oceano
No More Violence
Windl Side
Atlantico
