Articolo di Alessandro Canalicchio
Lunedì 18 maggio 2026, giornata di sciopero generale. L’USB ferma i treni, i bus, mezza Italia e la pioggia ci mette del suo: Milano è un pantano grigio e ostile. Eppure fuori dal Fabrique di via Fantoli, sotto l’acqua, c’è una coda di ragazzini che non ha nessuna intenzione di arrendersi. Non ci sono dubbi: il merch di 18K è ovunque e super riconoscibile, tutti hanno quella maglia nera con il nome dell’artista stretchato. Qualcuno alza l’iphone per un rapido chest opening di Clash Royale e la folla impazzisce come fosse un encore. Lo stesso 18K, ore prima, ha pubblicato una storia: “So che oggi ci sono scioperi dei treni e ca**i vari, tanta gente sta facendo miracoli per venire, vi ringrazio, non ve ne pentirete.” Non se ne sono pentiti.
La data è speciale: è la zero del Summer Tour 2026, prodotto da Vivo Concerti. Il Fabrique è sold out da settimane, oltre tremila persone. Il tour accompagna l’attesa per IO, il nuovo album in uscita il 29 maggio per EMI Records Italy/Universal Music, un progetto più elettronico e introspettivo rispetto ad Anti Anti e alla sua Doom Edition.
Una volta dentro, il mio sguardo va dritto al ledwall dietro al palco, in cui gira un chain enorme che rotea con la scritta 18K, e davanti, a caratteri cubitali, IO. E realizzi che il pubblico di 18K è “altissimo”, nel senso letterale: stare nelle retrovie significa non vedere nulla.
Opening act
Alle 20:30 parte la sigla delle Winx e sale sul palco Pitta, fresco di Nuova Scena su Netflix e di Levitating High con Mace e Papa V. “Conoscete Mace? E Papa V? Brutta notizia: nessuno dei due è venuto perché non sono abbastanza importante!” e si lancia da solo nel pezzo.
Il pubblico compensa cantando ogni parola. Il moshpit si accende e qui emerge il problema della serata: nelle prime file si sta schiacciati, le persone cadono a effetto domino e l’aria si fa pesante per molti. Mano a mano alcuni si spostano nei lati del club: il Fabrique stasera regge a fatica. Poi arriva Macello, Giacomo Bosi, bolognese classe 2001, che dedica un momento a Jordan Jeffrey Baby, trovato senza vita nel carcere di Pavia nel marzo 2024 a 26 anni. Il silenzio è breve ma pesante. Chi ascolta 18K conosce Pitta, conosce Macello, di fatto tutti cantano, anche se siamo ancora nella opening act.
Il pavimento trema
Finalmente arriva lui. 18K parte con Uppdownn e il Fabrique esplode. Filippo Casadio, classe ’97, da Brisighella, tremila anime in provincia di Ravenna: uno che in Centro Tuina rappa dei baccalà che dissalava in pescheria e dice che quando vede un cameriere o un operaio non vuole che pensino che lui non sappia cosa stanno provando. Quella umiltà non è un espediente retorico, è il filo che tiene insieme tutto il suo racconto. Va detto: l’intero live viaggia su base con voce sotto, e la cosa si nota. Il pubblico copre comunque tutto cantando, ma un palco di queste dimensioni meriterebbe qualche rischio in più.
Fottuto Coltello con Visino Bianco alza la temperatura, Non Sento Niente manda il pubblico in estasi. Poi 18K annuncia il nuovo album e canta Proverò a Curarmi, uno dei tanti inediti spoilerati stasera. Blue Punisher arriva senza Silent Bob, che sta male, e il pezzo colpisce lo stesso: “Non c’era qualcosa che rappresentasse quello che provavo, quindi l’ho creata” è una barra che in tremila cantano a squarciagola, ciò indica quanto sia vicino a lui il pubblico, composto da super affezionati.
Un sacco di ospiti
Con K. West e Davvero torna Macello, e alla fine di Non Sono Te (con Macello e Pitta) i tre si abbracciano sul palco. Il fondo del club si è riempito: c’è un viavai assurdo di gente che dalle prime file migra dietro per respirare, poi torna avanti per il pezzo successivo. Lo spoiler di Ho Visto Cristo, intro del nuovo album, anticipa l’arrivo di Kid Yugi: Mogio e No Kizzy scatenano un delirio tale che l’aria calda del pubblico mi appanna gli occhiali. Con i BNKR44 arriva Lontano, e 18K chiede a tutti di alzare i flash: il Fabrique si illumina di tremila lucine mentre Cuore chiude il blocco.
Poi il ledwall si accende con un countdown che si blocca a diciotto secondi. Pausa, buio, e ripartenza con +Forte insieme a Latrelle, seguita da Buttare, Buttare ripetuta tre volte di fila perché una non bastava. Spoiler di 50/50 con Vegas Jones presente, poi Scar per Tutto Ciò Che Odio, EMMA per KKK. 18K ha passato l’intero live a chiedere di aprire il cerchio, aprire il fiume, fare spazio, come un cerimoniere del caos che vuole che tutti partecipino.
Vendetta, Michigan, e poi è finita. Si esce dal Fabrique fradici di sudore, con le orecchie che fischiano. Un ragazzo di Brisighella che dissalava baccalà ha appena riempito il Fabrique in un giorno di sciopero generale, e tra dieci giorni esce il disco. Il treno per tornare a casa forse non c’è. Ma per molti ne è valsa la pena.
18K – la scaletta del concerto di Milano
Intro
Uppdownn
Ho Chiesto Aiuto al Cielo
Centro Tuina
Speed!
Scapigliato (feat. Visino Bianco)
Fottuto Coltello (feat. Visino Bianco, UNK)
Non Sento Niente
Proverò a Curarmi
Blue Punisher (feat. Silent Bob)
Sfogo Personale
K West (feat. Macello)
Davvero (feat. Macello)
Non Sono Te (feat. Macello, Pitta)
Ho Visto Cristo
Pezzo di Terra
Mogio (feat. Kid Yugi)
No Kizzy (feat. Kid Yugi)
Piccoli Brividi
Biscia
Eravamo Servi (feat. Rayan & Intifaya)
Namecc (feat. Rayan & Intifaya)
Frosted Silver
Lontano (feat. BNKR44)
Cuore
+Forte (feat. Latrelle)
Buttare, Buttare (feat. Latrelle) – ripetuta 3 volte
50/50 (feat. Vegas Jones)
Anti Anti
Tutto Ciò Che Odio (feat. Scar)
Capricci
KKK (feat. EMMA)
Vendetta
Michigan
