Appuntamento imperdibile con il caos sintetico di Brighter, progetto sonico del duo catanese dei Loozoo, un intergalactic trip su ritmi techno decisamente atmosferici, otto tracce regno di trame, flussi, texiture e ipnotismi elettronici che cedono al fascino segreto della psichedelica, quella sostanza aliena e ambient che Gianfranco e Raffaele Trimarchi trasferiscono nella testa all’ascoltatore, imbambolandolo per poi spedirlo in “orbita” a circumnavigare emozioni e lampi oscuri a loop.
Attraverso le pagine sonore imbastite dall’accoppiata in questione, il comune denominatore che ne esce, o perlomeno che schizza fuori è quel minimalismo introspettivo che fluttua, zigzaga e si rende imprendibile per tutta la gittata della tracklist, quella massa gassosa e ossessiva che svetta sopra tutto come una cupola di vetro oscurato, schermata da qualsiasi raggio di luce. La sperimentazione dei Loozoo è un bel salto verso lidi e contaminazioni sonore dal baricentro multistrato, una summa di liquidi, smottamenti e pennellate noises che fanno onda lunga, una smaliziata iterazione sonora che arriva e indietreggia ad infinitum come una poesia chimica che non ha pace, che non ha – e non vuole – un luogo dove atterrare.
La serialità fobica Fea la nav, il fiatone regalato da The verge, il disturbato fielding di Pecore e storm o la pastorale vorticosa che agita The way of the bosun v2 confermano la classe di un “pilotaggio a due” destinato a diventare un must di questo 2015, una sinfonia comunicativa tra vapori, nuvole e scosse improvvise.
Loozoonauti… a bordo, si parte!