Tra ironia e denuncia sociale, il cammino dei milanesi continua nel mondo dell’indie–rock, sempre più indipendente, al punto che il trio ha deciso di creare una sua etichetta, per la quale pubblica il suo secondo lavoro sulla lunga distanza.
“Il mondo libero” si iscrive nel panorama indie italiano e tra le cose migliori uscite nel 2012, per quanto riguarda gli emergenti, o quasi. Come tutti i gruppi in erba, il trio deve ancora capire in modo definitivo quale direzione prendere, perché se il lavoro d’esordio, del 2008, era una miscela di noise punk e grunge, “Il mondo libero” è caratterizzato da momenti psichedelici, alternati ad altri più incisivi e da un cantautorato rock, che manifesta una buona capacità nella scrittura dei testi.
L’elemento più interessante di questo disco è la voglia di denuncia sociale, che non è fine a sé stessa, né infarcita di slogan inutili ed effimeri, ma costruttiva, perché dal disco emerge una capacità di visione delle cose e una consapevolezza della condizione della generazione dei venti-trentenni, stritolata dalla crisi che sta facendo pagare il conto soprattutto a loro, il tutto espresso da toni legittimamente rancorosi, ma anche malinconici.
Vittorio Lannutti