di Beatrice Bianchi
“Sciarra Chitarra Musica Battaglia” non è solo un titolo, ma una vera e propria dichiarazione di poetica, una chiave di volta per l’interpretazione dell’intero album dei Franco e la repubblica dei mostri. Una filastrocca palermitana che si raccontano i bambini, in cui “sciarrarsi” vuol dire proprio ‘litigare’. Lo sguardo sincero del bambino, fa da caleidoscopio, in queste dieci storie di rottura, di separazione e di rinascita, una lente che va a filtrare il dramma universale e sociale, tramite il racconto di un’esperienza privata che viene universalizzata, delle problematiche della quotidianità a cui viene conferito un valore assoluto. I quattro musicisti non potrebbero prevenire da percorsi musicali più disparati, che tuttavia, e ne danno una dimostrazione esemplare in questo ultimo prodotto musicale, vanno a fondersi e conciliarsi perfettamente, giungendo ad un risultato unico, che deriva proprio dalla loro apparente inconciliabilità: il genere, difficilissimo da inquadrare ed etichettare, in cui la tradizione, va a integrarsi con atmosfere contemporanee di deriva post rock, vede un connubio di jazz, rock, attingendo al cantautorato e ammiccando alla classica. E’ inevitabile non rimanere affascinati e catturati dalle melodie del violoncello, che proiettano in un universo onirico e quasi metafisico; viene ad elaborarsi quindi un new acoustic da assaporare lentamente, che si distacca da quell’approccio più consumistico e commerciale che caratterizza la musica di oggi e ne condiziona inevitabilmente la fruizione.
Un prodotto musicale unico, un connubio di musica e testo che non sembrano lasciare niente al caso, densi di significato e di sentimento, che sono espressi e trasmessi con un’onestà quasi disarmante. Una costante rivolta musicale, dunque, in una guerra contro quella “repubblica di mostri” in cui ciascuno di noi è costretto a vivere: una fuga con la musica dal labirinto del reale, una ricerca di un distacco e di uno estraniamento che ci è fondamentale e necessario per sopravvivere.
