Recensioni

DISCO NOIR – Aware

2015 Autoproduzione

Non fatevi influenzare negativamente dagli 80,s pop dance Nel suo miele, Lexotan, che si agitano tra le primissime pieghe di questo Aware, debutto dei milanesi Disco Noir, non è sicuramente uno di quelle “ripetizioni stilistiche” che si fa fatica a finire perché già alla terza traccia i fantasmi del passato sono lì a ricordarti che prima era tutta un’altra cosa, lasciatevi percorre la pelle da queste undici belle canzoni demodè e dal flavor agrette Amore demodè, Pinkman, che formano la list, momenti tutti vostri e gravidi di ricordi vi aspettano.

Il quartetto è collaudato nell’insieme, lo si sente nell’affiatamento perfetto, dentro quei colori leggermente appannati e sensibili della loro estetica, ideali per affrontare e perfino nobilitare anche la canzone più semplice e immediata, quella semplicità che (ri)trasmette il feeling consumato tra orecchio e poesia che oramai è merce rara tra le nuove band che si affacciano alla larga ribalta. Chiaro – ovviamente – nulla di nuovo, ma un qualcosa di pulito e sincero fatto disco, una manciata di sospiri melodici che accarezzano ad impatto immediato La domenica, 1959, Modellhut e che possono far passare una quarantina di benessere interiore, un piccolo vocabolario di bon ton sonico che convince abbondantemente.

La ritmica sintetica Madonna narcotica e la Bowieana Happy new year chiudono un esordio che spicca di ottima personalità, questi Disco Noir scavalcano – ripetiamo – senza inventare nulla la marea di “colleghi” underground con le sfumature di un pop gazer vecchia maniera e senza sperperare corrente elettrica per cretinerie vacue, e vincono eroicamente.

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