La vena cantautorale si sposa bene con vari generi, come il jazz frizzante di “Lei casca dalle favole” o con il folk-blues acustico di “Colm Thomas”, dedicata al figlio di Dylan Thomas, che ha trascorso gli ultimi anni della sua vita in Abruzzo sulle rive del lago di Scanno e che Tarullo ha avuto modo di conoscere, così nel testo entra nel dettaglio della vita di un figlio, con un padre ‘troppo ingombrante’. Il blues, che è nel DNA del cantautore abruzzese, è ben presente anche nell’ironica “Quella strana allergia ai cipressi”, brano che non avrebbe sfigurato nella produzione del primo Fabrizio De André. Non poteva mancare un riferimento al suo conterraneo Ivan Graziani in “Io mi sento chitarrista”, nel quale viene citato l’artista teramano e che vira verso un rock acustico intenso e squadrato.
Con “La mia testa in riva al mare”, Tarullo raggiunge le vette di un cantautorato maturo, brano strutturato su un avvincente jazz-blues, mentre con “La nuora nera” si lascia andare ad un funk, che sostiene un testo molto descrittivo. Un disco completo, nel quale Tarullo si destreggia molto bene tra i grandi temi del dolore, dell’amore e della vita.