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I 5 brani preferiti di Alfonso De Grandis (Antics & Collectables)

E‘ uscito il 21 ottobre 2022 il primo singolo firmato Antics & Collectables.

Guidato dal produttore, compositore, sound designer, Alfonso De Grandis, “Breaking Point” è realizzato con la collaborazione del cantautore inglese Sam Mitchell e del batterista Edward Wakili-Hick dei Sons of Kemet (di cui è uscito da pochissimo l’album Njhyiper il Nok Cultural Ensemble, segnalato sul The Guardian comecontemporary album of the month). Legandosi attraverso una moltitudine di influenze, dalla left-field elettronica, funk, soul e jazz, gli intricati soundscapes si fondono perfettamente con il canto etereo di Sam sul ritmo organico di Eddie.

Abbiamo incontrato Alfonso, per chiedergli quali fossero i suoi 5 brani preferiti. 

L’Rain – Two Face –

Polistrumentista, sperimentatrice, recording artist e cantautrice americana di Brooklyn, New York.

Ho scoperto quest’artista da tempi relativamente recenti. Utilizza layer di loop dalla sua collezione personale di field recordings e ci canta e suona sopra assieme a numerose collaborazioni. Il risultato è R’n’b, psichedelia, Musique Concrète e Soul.

Adoro il suo approccio che rifiuta categorizzazioni. Adoro la sovrapposizione di atmosfere sognanti su suoni di vita reale.

Adoro New York.

Yves Tumor – Economy of Freedom –

Un artista che ho ascoltato molto negli ultimi anni. Anche qui, gli elementi sono simili: noise sperimentale, elementi jazz, soul su batterie ipnotiche. 

Safe in the hands of Love è il suo album che preferisco. 

Ha una violenza delicata. È buio ma invitante. In nessun punto l’album suggerisce un luogo. Il messaggio è difficile da decifrare ma quello che mi suggerisce chiaramente è un desiderio di libertà.

David Lynch – I know –

Un blues teso, ripetitivo e surreale fatto di echi e riverberi. Un’avventura cerebrale. 

Ok, David Lynch è un genio ma anche io come lui…non sono un musicista.

Portishead – We Carry On –

Dall’ album Third che si può considerare un loro secondo debutto. Più scuro, ossessivo e psichedelico rispetto agli album precedenti la sua identità sonora è ricercata e sofferta. La loro performance a Glastonbury nel 2013 è tra le più coinvolgenti a cui abbia mai assistito. Questa canzone ne è il ricordo più vivido.

Tom Waits – Underground –

Tom Waits è il mio artista preferito e questa fu la canzone che me lo fece scoprire. Swordfishtrombones fu l’album in cui Tom passò da una forma convenzionale di canzone basata su piano e voce ad una più astratta, con l’innesto di strumenti non convenzionali e found sounds. Su questo approccio si basa la poetica sonora di Antics & Collectables.

Foto di Riccardo Caldirola

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