E’ uscito il 19 gennaio 2022 “Cose che si dicono“, il nuovo singolo di Cordio fuori su Etichetta Mescal. Una canzone che lo stesso autore definisce “sgangherata, goffa, disperata e ironica”. È la storia di una telefonata a un’ex, cominciata male e finita malissimo, o forse mai cominciata davvero. La produzione – a cura di Lorenzo Vizzini – ha echi beatlesiani nei suoni e nell’incedere ritmico e segue la scia del precedente singolo “Mezza Mela”, mettendo al centro la musica suonata e immergendo il brano in un’atmosfera fuori dal tempo.
Noi per l’occasione gli abbiamo chiesto 5 brani, ideali per ricordare.
Ti ricordi quei giorni – Francesco Guccini
“Io non ricordo più che voce hai, che cosa fai? Io non credo davvero che quel tempo ritorni, ma ricordo quei giorni.” In perfetto equilibrio tra distacco e nostalgia, il maestro Guccini dipinge un quadro impressionista e ci regala un viaggio nella memoria di una storia d’amore, di cui non restano le parole ma gli sguardi, e quella sensazione di essere “quasi lontano”. Altissima scrittura.
Ti ricordo ancora – Fabio Concato
Una “tenerezza disarmante” sorge spontanea ascoltando questa perla di Fabio Concato. L’incanto dell’infanzia rivive attraverso immagini memorabili, come quella dei “pomeriggi di primavera al doposcuola”, nel ricordo di un amico dalla sensibilità spiccata, che parlava agli animali e provava per lui un sentimento più grande. Ogni parola è dosata per non appesantire il racconto, in totale assenza di giudizio, persino del maestro che non capisce e che Concato non definisce nè cattivo nè bigotto, ma semplicemente “antico”.
Mal d’Africa – Franco Battiato
Sarà che sono di parte perché sono siciliano, ma per me questa canzone è un colpo al cuore. Su un tappeto elettronico in perfetto stile anni ’80 Battiato rende vividi i ricordi della sua gioventù, fatta di tempi sospesi tra un pasto e l’altro, di finestre un po’ socchiuse, di rumori di cucina e di sedie sulla strada. Dentro queste immagini non c’è solo la sua storia, ma quella di una buona parte d’Italia. “Da una finestra di ringhiera mio padre si pettinava
L’odore di brillantina si impossessava di me”. Straordinario.
Il tuo ricordo – Samuele Bersani
La penna di Bersani ci ha abituati a giocate da fantasista sin dai tempi di Chicco e Spillo, e questa canzone è all’altezza dei migliori esempi della sua scrittura. Lontano dalla dimensione incantata dei precedenti esempi, qui il ricordo è un nemico insidioso di cui diffidare, che “trova un buco nella rete, si infila dentro al mio cervello e fa il padrone”. Bersani racconta il lato oscuro della nostalgia, di come a volte possa essere “una droga”, e che bisogna imparare a diffidare di certi pensieri che facciamo, soprattutto quando siamo fragili, perchè il passato ha il confortante “richiamo di ieri”, ma spesso fa “discorsi bugiardi” ed è soltanto “una tranello, una trappola”. Analisi sublime e, come sempre, grandissima scrittura.
Pirati – Giovanni Truppi
È capitato a tutti almeno una volta di conoscere qualcuno e nel giro di pochi secondi avere la sensazione di conoscerlo da sempre, forse perchè come dice Truppi in questa canzone struggente: “siamo tutti collegati da parti di noi stessi che conosciamo molto poco, ma che entrano in contatto”. Non è esattamente una canzone sui ricordi, o almeno non su quelli della vita che viviamo adesso, ma se penso alla memoria immagino più un oceano dagli abissi insondabili che una stanza di archivio delle esperienze passate, e forse davvero in quelle profondità sono sepolti tesori di altre epoche, che ogni tanto si aprono e tornano misteriosamente a galla.
“E chissà quando è stato che davvero ti ho incontrato
Per la prima volta che ci siamo detti
Se eravamo di spalle
O eravamo vicini
Se eravamo pirati
O eravamo bambini
Se eravamo stelle, correnti del mare”