Dopo il fortunato singolo intitolato Cadillac, il poliedrico cantautore Andrea Di Donna torna in scena con un nuovo brano intitolato Senza destinazione, fuori quest’estate su tutte le piattaforme digitali, auto prodotto con la collaborazione in fase di mix e master dI Fabio Rizzo (Indigo Palermo), distribuito da Artist First.
Il brano nasce alla fine dell’estate 2020, sempre nel salotto incasinato di casa di Andrea, esattamente come il precedente singolo, scritto e inciso di getto.
“All’inizio era soltanto un’impressione, una tra le tante cose che stavo abbozzando. Riascoltandola poi mi sono reso conto che dovevo approfondirla. Ci sono canzoni che hanno la barba e la pancia, lei invece è solo un colore”, afferma l’artista che, in seguito, ha ideato e prodotto il brano interamente home made.
Senza destinazione parla chiaro, “ti devi spostare tra il microfono e il reattore”, un eccellente riassunto teso ad esprimere la lotta contro la pigrizia per iniziare ed ultimare la canzone, il costante emigrare in un altro posto anche se sempre tra le mura della stessa stanza. Essere concisi è il mantra che spinge Andrea Di Donna a scrivere in tempi brevi e funzionali perché a volte “se ci vuole tanto poi non funziona”, ma lui non voleva questo. Voleva lei. Assolutamente lei.
Love the one you’re with – Stephen Stills
La musica che non ha destinazione urla e ha la chitarra acustica. Questa canzone rappresenta un momento della mia vita in cui vivere era decisamente cazzeggiare, e non esisteva minimamente il pensiero che qualcosa, per avere valore, dovesse essere necessariamente serio.
Still haven’t found what I’m looking for – U2
Ogni nota presente all’interno di questo brano è indefinita, e quindi non inquadrabile, in continua trasformazione. Non ha fine. Finita la canzone quel qualcosa continua a risuonare nella tua memoria e a trasformarsi.
Le ragazze stanno bene – Vasco Brondi, Luci della centrale elettrica
È una canzone che precipita e risale incessantemente ma tutto questo movimento crea allo stesso tempo una spirale infinita, e gli occhi si spalancano verso un orizzonte immaginario che va dall’inizio al non so che.
Summer of ’69 – Brian Adams
Fa venir voglia di prendere la macchina e guidare verso un posto che ha la forma esatta di ciò che stai immaginando quando pensi alla lbertà. Quel posto esiste, ma lo stai ancora cercando e mentre lo fai stai bene.
Come here – Kath Bloom
È senza dsetinazione perchè è qui e allo stesso tempo ovunque, e non la vedi mai completamente nella sua interezza. Puoi solo gustarla e rimetterla miliardi di volte. Ogni volta è diversa.
Non potrei mai – Fask
Vuole, non può, non vuole, può. Potrebbe, non vorrebbe, non potrebbe, vorrebbe.
