Foto di Andrea Ripamonti
Se c’è una band che in Italia, nella cultura del rock alternativo, ha lasciato un segno tale per cui se ne parla e se ne vuole parlare anche oggi, quella sono gli Afterhours.
Sarà anche perché chi v’era, e tutt’ora vi è dentro è artista a tutto tondo e soprattutto, è stato in grado di farsi interprete sin dall’inizio dei tempi che stavano per arrivare.
Manuel Agnelli è uno di questi. Merito che gli si deve riconoscere, tra l’altro, è la volontà di mantenere uno spirito e occhio indagatore su quello che è l’attualità; non chiudersi a riccio in un passato o in un momento che per mille ragioni non può più presentarsi, ma appunto essere sempre attuale. E non l’ha fatto tanto con Xfactor, diciamo che quello ha dato il “la” alla sua attenzione per il nuovo. Carne Fresca, format di successo del locale Germi, una volta al mese dà spazio alle proposte diverse. È un progetto, dice “ideato per dare realmente spazio ai giovani che vogliono mettersi in gioco” facendo scoprire come questi giovani e giovanissimi sono capaci e colti dal punto di vista musicale e intellettuale. Una “nuova generazione che spazzerà via l’attuale.”
Per questo, il tour dei 20 anni di Ballate Per Piccole Iene che ha imperversato in Italia per ben 21 date, è arrivato quasi come un atto dovuto, naturale, nonostante con la band non suonasse da un pò insieme (e per loro, a detta di Manuel, è stato per loro un modo per riallacciare i rapporti e ritrovarsi dopo anni) e nonostante Agnelli e gli altri fossero non poco impegnati (basti pensare ad Agnelli nell’adattamento teatrale di Lazarus, piece scritta da Bowie e Walsh, e diretta in questo caso da Valter Malosti).
Dice il nostro che l’idea del libro è nata dall’editore (appunto Rizzoli) e dalla band. Per farlo, ci si è è avvalsi di professionisti fidati che potessero raccontare la vita in tour, il dietro le quinte, il rapporto con i tecnici e anche quello che avviene sul palco. Occhi e in realtà veri e propri storyteller dell’avventura sono ovviamente i fotografi (Henry Ruggeri e Mathias Marchioni, due pietre miliari della fotografia live e soprattutto professionisti fidati), attenti a raccontare tutto senza però risultare mai invadenti.
Per questo la narrazione del tour non è tanto quella celebrativa e “perfettista”, bensi si cerca di catturare l’essenza di un esercizio di una band che sa esattamente come fare, anche tanti anni dopo. Le fotografie toccano il rapporto tra la band ed i tecnici (backliner, fonici e altre figure simili), la squadra che ha seguito in lungo e in largo per tutto il tour, capaci di portare il concerto ovunque.
C’è una sensazione di storicità nell’opera, che non si esaurisce a una o più esibizioni. Ballate per Piccole Iene è un disco che ha segnato profondamente la percezione del gruppo da parte di fan e ne ha creati altri, ha trovato il posto, per il cd. indie nazionale, in una coscienza collettiva che tocca anche chi non ha mai bazzicato davvero questo genere. Lo ha fatto esaltando la visceralità che contraddistingue i pezzi di quel disco, qualcosa che banalmente, non è sconosciuto a nessun essere umano.
Il libro è quindi un racconto corale, di amicizia (trentennale) fra individui che hanno creato qualcosa di potente che resta. Agnelli cerca di spiegarlo meglio facendo un parallelismo tra il gesto di fare l’inchino al termini un recita o prestazione teatrale ed quindi il gesto che la band ha scelto di fare alla fine del concerto, oltre a ringraziare il pubblico: chiudersi in un abbraccio, in un momento tutto loro in cui scambiarsi qualche battuta, qualche frase. Non è una recita, è tutto vero.
Del resto per lo stesso Agnelli le foto confermano la realtà: i concerti sono stati pienamente vissuti dal pubblico, la gente era presa, coinvolta. La complicità tra band e pubblico é stata ritrovata facilmente – ed era dalla fine degli anni ‘90 che non sentivano questo feeling. Anche a fronte di alcune difficoltà: il non eccelso live del Carroponte a Milano è stato un vero e proprio “salire sul patibolo” per un’esecuzione.
Il cantante non era al massimo della forma, con problemi alla gola e ovviamente la pressione che ne può derivare. Il concerto, per chi c’era, è finito in una sorta di karaoke (cit. dei presenti), dove il pubblico di “10mila amici” che Manuel Agnelli ha detto di aver trovato è riuscito a supportare la band e rendere onore alle Piccole Iene.
Questo e altro è quello che il libro vuole dare. Si raccontano band, emozioni, concerti e a quello che rimane più nascoste agli occhi del pubblico.
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