Un debut EP delicato e tutto da scoprire: è quello di Scirocco “Neppure la pioggia ha mani così piccole”, uscito in questi giorni per Futura Dischi.
Abbiamo chiesto all’artista di raccontarci qualcosa in più di questo disco.
Ciao Luca, è da poco uscito il tuo debut EP. Piccola curiosità, cosa cambia dal punto di vista dell’artista tra un’uscita di un singolo o di un’EP? Come ti senti?
La differenza fra un singolo e una raccolta, per intenderci – almeno per me – equivale alla differenza fra il parlare a mezza voce, col naso pieno e il mal di gola, e il parlare a voce intera. Coi singoli sei sempre a metà, sono parti di un mosaico, tessere di una composizione più grande, e quindi, quando la composizione prende finalmente forma, a ben vedere puoi dire le cose come desideri.
“Neppure la pioggia ha mani così piccole“ è il titolo dell’EP. Cosa dice dell’EP il titolo?
Il titolo è tratto da una poesia, scritta un po’ di anni fa da E.E. Cummings, che io ho scoperto grazie a Woody Allen. C’è un film, che si chiama “Hannah and her sisters”, e c’è una scena in particolare in questo film, in cui il protagonista, in libreria con la donna per cui comincia a sentire qualcosa, si ritrova fra le mani questo libro, questa poesia, e le dice che gli fa pensare a lei. Questo tipo di connessioni, fra l’umano e il non umano, in una dimensione altra, intermedia, fra libri e pensiero, pioggia e mani: questo dice dell’EP.
Ti ricordi il momento preciso in cui hai capito che era arrivato il momento di un EP, dopo i primi singoli?
Sì. Quando in etichetta mi hanno coercitivamente intimato di sbrigarmi. Scherzi a parte, credo che non avrei saputo di essere pronto a comunicare una voce nella sua interezza se le persone con cui ho lavorato non avessero spinto affinché ci provassi, lo devo – anche – a loro.
C’è un brano a cui sei particolarmente legato?
Difficile esprimere preferenze di questo tipo, c’è un legame profondo – e diverso – per ognuno dei brani. La open track, “Uno specchio nuovo è comunque usato”, ad esempio, è pregna di un tipo di sperimentalismo che mi piacerebbe esplorare a venire.
Nel disco c’è tanto spazio alle piccole emozioni quotidiane. Come viverle al meglio secondo te?
Siamo veramente capaci di viverle al meglio? Pure impegnandoci, alla fine sarà sempre dopo che ci renderemo conto della bellezza del prima. Nel frattempo, però, prima che arrivi il dopo, possiamo cominciare a pensare che c’è sempre stato un prima, nella nostra vita, che abbiamo lasciato a prendere polvere nel cassetto.
Cosa dobbiamo aspettarci ora da Scirocco?
Adesso ho voglia di girare, e di portare la mia musica altrove. Chi ha voluto bene alle mie canzoni merita più di una voce registrata. Ad Aprile ci sarà già qualche data, a Napoli, Milano, ed altre in fase di definizione.
Dovessimo fare tra un anno la stessa intervista, cosa vorresti poter dire?
Vorrei poter dire di aver vissuto quelle piccole emozioni al pieno della loro densità, nel loro giusto tempo. E poi vorrei poter dire grazie, a chi ha voluto bene alla mia musica, perché tutto il bene possa ritornare.