Dopo anni di concerti, chilometri macinati sui palchi europei e singoli capaci di conquistare pubblico e radio, i Paper Walls tornano con “Che Sbatti”, il nuovo EP uscito il 20 febbraio 2026. Un lavoro diretto, ruvido e senza filtri che racconta con ironia e rabbia le contraddizioni della quotidianità contemporanea: il lavoro che soffoca, le aspettative sociali, le relazioni sempre più fragili e l’alienazione digitale.
Prodotto da V_Rus e pubblicato da B Music Records con distribuzione ADA Music Italy (Warner Music Italy), l’EP segna un nuovo capitolo per la band composta da Sonia (voce), Nicola (chitarra), Matteo (basso) e Angelo (batteria). Anticipato dal singolo “Ricordi”, il disco alterna momenti di sfogo a passaggi più introspettivi, mantenendo sempre un’identità sonora che affonda le radici nel rock con forti richiami punk e ritornelli che restano impressi.
Tra brani taglienti come “Che sbatti” e “Vaffalà” e momenti più intimi come “Come stai?”, “I tuoi silenzi” e la stessa“Ricordi”, i Paper Walls costruiscono un racconto generazionale fatto di frustrazione, memoria e bisogno di autenticità.
Abbiamo parlato con loro di questo nuovo lavoro, del processo creativo dietro l’EP e di come si trasformano rabbia, nostalgia e disagio quotidiano in musica. Ecco cosa ci hanno raccontato.
Cosa rappresenta per voi questo nuovo EP?
Questo Ep per noi rappresenta una nuova partenza, senza voler rinnegare il passato, perché sicuramente è stato formativo. Con questo disco abbiamo riabbracciato le sonorità più rock dei primi anni della band, scavando dentro noi stessi e cercando la nostra parte più autentica.
Lavorare con V_Rus cosa ha aggiunto al vostro suono?
Lavorare con V_Rus per noi è stato fantastico, si è creata subito sinergia. Ha aggiunto la sua esperienza ed ha portato le nostre idee e i nostri suoni al massimo del potenziale. È arrivato in un momento in cui volevamo creare qualcosa di nuovo ed immediato con la nostra musica.
Lui è un grande professionista, ha ascoltato le nostre idee e ci ha portati ad esplorare nuove sonorità senza snaturare il nostro essere. È come se avesse letto un po’ l’animo del nostro progetto arricchendolo con occhio clinico. Ci ha guidati con attenzione e professionalità. Il suo parere musicale è sempre molto diretto perciò durante la creazione dei brani c’è stato un confronto continuo. Si è instaurato un rapporto umano oltre che lavorativo, c’è tanta fiducia tra noi.
Quanto è autobiografico questo EP?
Il nostro Ep ha tanto di autobiografico, critichiamo ed ironizziamo su alcuni aspetti della società, raccontiamo quello che vediamo e ciò che viviamo sulla nostra pelle e su quella della nostra generazione. Non ci sentiamo al di sopra delle parti e lo diciamo a nostro modo.
C’è stato un momento durante le registrazioni in cui avete capito che il disco stava prendendo la direzione giusta?
Mentre il lavoro si delineava in sala di registrazione capivamo che eravamo sempre più sulla strada giusta o almeno quella giusta per noi, quella che ci rappresentava.
Dopo aver chiuso i primi due brani del disco abbiamo avuto conferma, c’era proprio tutto quello che volevamo esprimere nel nostro progetto.
Quanto conta per voi mantenere un’attitudine punk nel 2026?
L’attitudine punk è parte del nostro essere, esula dall’anno in cui ci troviamo. Sicuramente nel 2026 potrebbe per alcuni sembrare anacronistico, ma è una parte di quello che siamo e noi piace molto. È un’ attitudine che ci rappresenta ed accomuna le nostre quattro personalità, lasciarla integra ci viene naturale.
C’è un brano che vi rappresenta più degli altri in questo momento?
Trovarne uno che accomuni noi quattro è davvero difficile, affrontano tematiche molto differenti tra loro perciò molto dipende dallo stato d’animo del momento. Sicuramente “Che sbatti” è quella che si presta ad essere più trasversale quotidianamente!
Quanto è importante per voi restare autentici nel panorama musicale attuale?
È un tema molto delicato, ma per noi l’autenticità premia sempre, anche se delle volte può sembrare che non porti subito i suoi frutti. A nostro avviso può essere la chiave per essere amati ed ovviamente di contro anche non esserlo per alcuni. Ma è un rischio a nostro avviso che deve essere corso per potersi affermare e per crearsi il proprio bacino di pubblico.
