Con Mexican Sugar Dance, i Little Pieces of Marmelade inaugurano un nuovo capitolo della loro storia: un disco nato da urgenza e istinto, scritto e registrato interamente nel loro studio di Filottrano senza compromessi né calcoli.
Un viaggio intenso, crudo e viscerale, che riflette due anime diverse della band – la furia istintiva e liberatoria del rock in inglese e l’introspezione fragile e dolorosa dei brani in italiano – e che mette in primo piano ciò che più conta per DD e Frankie Wah: la musica, senza filtri né sovrastrutture.
Mexican Sugar Dance è un disco che nasce non per strategia, non per mestiere, ma per bisogno. Ci raccontate di più su cosa questo significhi per voi?
Mexican Sugar Dance è un disco che nasce solamente da una spinta interiore, dall’esigenza di staccarsi di dosso quel senso di non appartenenza che ci stava inghiottendo dopo le ultime esperienze che abbiamo vissuto. È come una sorta di resurrezione da un momento opaco, è il suono dell’anti-hype puro, storto e sincero, senza pose. Ritornare a fare quello che ci piace senza stare a fare troppi piani, scommesse o strategie e mettere in primo piano la nostra musica.
L’album è stato da voi scritto, composto, registrato e prodotto nel vostro studio. Un approccio totalmente DIY. È la formula che più vi rappresenta? Come avete lavorato in studio?
Dentro quel fatto in casa c’è tutta la nostra identità, ci rappresenta totalmente. Questa modalità di lavoro ci permette di catturare al meglio l’urgenza e la freschezza delle idee che abbiamo, senza tenerle troppo li ferme o svilupparle in post-produzione chissà quanto. È una sorta di approccio impressionista in scrittura e in registrazione. Frankie ha curato le registrazioni e i mix sempre a notte fonda, in modo pittorico e non tecnico per saturare al massimo questo nostro approccio. Sarà meno tecnico ma è super vivo e folle.
Dal punto di vista musicale cosa differenzia secondo voi questo lavoro dai vostri precedenti?
Rispetto ai precedenti ha una componente in più e una in meno. Quella in più è stata l’immediatezza, che è il fulcro di questo suono; infatti, abbiamo scritto e registrato tutto in 3 mesi, dando meno spazio a paranoie, indecisioni o dubbi, non ne avevamo! La componente in meno é stata quella di non avere nessuno, e dico nessuno intorno a noi. Nessun confronto con amici, persone del settore, nessun “e ma se fai questa musica devi provare all’estero”, nessun produttore, nessun’agenzia, manager, niente. Una situazione emotiva che ha influito e ci ha ispirato; quindi, in un certo senso dobbiamo anche ringraziare questo esserci sentiti un po’ svuotati, abbandonati, senza energie.
In questi tre anni dall’ultimo disco siete stati tutt’altro che fermi: concerti, chiusura in studio, scrittura, bozze, un periodo intenso in cui avete sentito il bisogno di non mettere limiti alla vostra necessità di buttare fuori ciò che avevate dentro. E che porterà anche ad un secondo disco in uscita alla fine dell’anno. Quale anima dei LPOM c’è in Mexican Sugar Dance e quale invece troveremo nell’album in italiano 404(Errore degli Dei) in uscita il 10 dicembre?
Mexican è la parte più istintiva e selvaggia e canta in inglese, lo abbiamo scritto e composto a fine estate ‘24 mentre 404DEI è la sofferenza e l’oblio più profondo e canta in italiano, lo abbiamo scritto e composto un po’ prima del precedente, poi continuamente rimaneggiato e riformulato: sarà molto più intimo, fragile, doloroso e introspettivo. In inglese abbiamo gridato e ci siamo liberati, in italiano abbiamo raccontato e ci siamo compresi.
Il palco è forse l’unico luogo che non avete mai abbandonato, ma ora ci tornerete finalmente con musica nuova. Cosa dobbiamo aspettarci da Mexican Sugar Dance Tour?
Da questo tour potete aspettarvi tanta energia fisica, vogliamo portare tutta l’esperienza e l’energia dell’album, la furia e la libertà in modo più totale, e, come sempre, dal vivo non abbiamo nessun tipo di tecnologia né basi, né sequenze o altro che oggi si vedono su tanti palchi, siamo solo noi due stronzi senza copione che sudiamo. È il nostro modo migliore di ringraziare chi ha aspettato la nostra musica. Perchè la musica è la cosa più importante, non le stronzate che servono a generare hype sui social. (questi sentimenti sono troppo grandi per l’Hype) #FEELINGSTOOBIGFORHYPE
L’autenticità, forza e divertimento che caratterizzano questo disco saranno protagonisti del Mexican Sugar Dance – Tour, organizzato da Crox Concerti, che vedrà i LPOM il 31 ottobre a Novara al Big Lebowski, il 1° novembre a Bologna al Freakout, il 18 dicembre a Milano al Biko, il 19 dicembre a Torino al Capodoglio, il 17 gennaio a Roma al Monk, il 7 marzo a Pratola Peligna (L’Aquila) al Garbage Live Club, con altre date in arrivo.
