Interviste

Spigoli del cuore: intervista a RICKY FERRANTI

Riccardo Ferranti è un cantautore di Piacenza, un vero e proprio maestro: in ogni suo brano si percepisce la professionalità e il talento dell’artista. Nel suo nuovo brano, “Spigoli di cuore”, Ricky Ferranti mescola abilmente melodie folk con un po’ di classico pop. Il risultato è un brano frizzante, moderno senza perdere le caratteristiche che più contraddistinguono la sua musica. Un inizio da ballad che esplode nel primo ritornello. Il brano ha un sound su cui è impossibile rimanere immobili. L’assolo di chitarra dona al brano quel tocco in più, quello pizzico di rock old style. Abbiamo approfondito il suo percorso in questa intervista all’artista.

“Spigoli del cuore”, il tuo nuovo singolo, ha un significato profondo che ritrova fiducia in un amore autentico ma non rappresenta solo una storia d’amore?
E’una bellissima storia d’amore in effetti. Ci sono storie d’amore che mentre le vivi capisci che stanno andando oltre le tue capacità di controllo.
Fanno parte nel bene o nel male di un nostro karma e vieni come trascinato.
Penso ci siano situazioni nella vita che non possiamo decidere o controllare.
Con questa canzone ho solo voluto rappresentare cosa mi è successo in un preciso momento della mia vita e dare speranza.

Hai coltivato un percorso professionale in campo musicale che ti contraddistingue. Quali sono stati i passaggi più importanti della tua carriera?
Penso che professionalmente i momenti più importanti siano stati i 10 anni con gli Animali Rari. Ho incontrato tanti musicisti e fatto tante collaborazioni.
Ogni incontro ha avuto la sua importanza comunque e non ne vorrei sminuire nessuno.
Devo comunque dire che i primi concorsi che vinsi mi diedero un bello slancio sia emotivo che lavorativo.

Ci racconti di quando hai portato in giro per il mondo ‘la tua versione delle canzoni di Jimi Hendrix?
E’ stato uno dei concorsi che vinsi all’epoca, non mi ricordo bene l’anno, erano comunque anni ’90. Mi cimentai in una cover molto personale di Purple Haze.
Contestualizzando il tutto, all’epoca non c’erano social, internet, you tube quindi i riferimenti possibili erano i LIVE , i CD e le riviste di settore.
Feci una cover in versione acustica , molto blues, ispirandomi a Ry Cooder e forse fu il fatto che si allontanava molto dall’originale ,pur rispettando le radici Blues, a premiarla.
All’epoca forse la cosa risultò molto originale.

Hai dimostrato abilità e talento interpretando canzoni sia in inglese che in italiano, ma quale lingua preferisci per esprimere le tue canzoni?
L’Inglese permette di essere più libero, è più semplice per alcuni aspetti perché suona meglio dell’italiano e si incastrano meglio i suoni. La difficoltà è quella di riuscire ad avere comunque dei buoni testi , dato che non si può competere con un madre lingua.
Spesso quindi mi confronto con dei madre lingua a seconda del tipo di canzone che sto scrivendo.

In Italiano c’è la facilità della lingua che conosco e la difficoltà della durezza di molti suoni e del fatto che le parole finiscono sempre con le vocali. In italiano quindi scrivere è più complesso ma quando mi riesce mi da più soddisfazione.

Come nascono le tue canzoni e i relativi abbinamenti alle diverse melodie e generi che utilizzi?
Se scrivo in italiano preferisco avere il testo già abbozzato e poi scrivere la musica.
Il contrario, in Italiano, è molto difficoltoso. In inglese invece posso anche partire dalla musica e fare poi il testo.
Se poi scrivo con la chitarra elettrica è probabile che nasca un brano rock , se uso la chitarra acustica un brano folk, se uso il piano una ballad o un brano armonicamente più complesso.
Dipende dai suoni che uso.

Sei un cantautore e musicista, ti sei mai trovato in conflitto con questa non facile professione?
Si, devo dire che a volte ci penso.
Potrei concentrarmi esclusivamente sull’aspetto professionale del musicista o viceversa del cantautore, ma poi non saprei come fare. Penso di avere più capacità creative e compositive che esecutive.
L’esecuzione ripetuta da spartito per ore ed ore non è il mio mondo.
E’ affascinante ed ammiro tantissimo chi lo fa , ma ho capito negli anni che non era la mia strada . Ho quindi cercato di seguire maggiormente le mie inclinazioni , più vicine all’improvvisazione Blues ed alla composizione.

Quali sono i tuoi progetti al momento e in cosa speri superata la crisi attuale?
Attualmente sto finendo di registrare l’Album di cui “Spigoli del Cuore“ fa parte.
Spero di tornare a suonare Live al più presto e spero che questa crisi possa unire maggiormente i musicisti e mi piacerebbe che si potessero creare organi a tutela di questo settore.

“Spigoli del cuore” ha tutte le carte in regola per entrare nelle migliori
classifiche italiane e nel cuore del suo pubblico, in attesa di tempi migliori in cui si suonerà ancora dal vivo, nei concerti e festivals.

Arianna Caracciolo

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