Tra i progetti più importanti e di successo per un’intera generazione innamorata del pop elettronico degli anni ‘90 e ‘00 tornano a distanza di 22 anni i LA SINTESI, che hanno pubblicato lo scorso aprile due brani inediti: STRAVINSKIJ / FINALE è la doppia uscita (solo in vinile in edizione limitata) con cui Lele Battista, Giorgio Mastrocola, Giuseppe Sabella e Michele Sabella tornano a fare musica.
Dopo 22 anni di silenzio, tornate sulla scena musicale con due nuovi inediti, Stravinskij e Finale. Cosa vi ha spinto a tornare a fare musica insieme?
Il desiderio inconfessato di tornare, in qualche modo, a far rivivere La Sintesi era un po’ coltivato da tutti noi. Alla fine, in questi venti anni, ci siamo resi conto di aver trascorso la nostra adolescenza insieme, in simbiosi. Certo, ritrovarci a produrre musica era tutt’altro che una cosa semplice, un po’ perché oggi ognuno di noi ha la sua vita e la sua attività, un po’ perché forse la giusta occasione non si era mai presentata per riunire “i già disciolti La Sintesi” come leggevamo in rete nelle nostre biografie. Così, quando Saifam Group ci ha proposto di ripubblicare i nostri album in formato vinile – a cui poi è seguita l’idea dei due inediti – abbiamo capito di avere il favore delle stelle.
Come è stato ritrovarsi dopo così tanto tempo e lavorare nuovamente come band? Stravinskij e Finale sono due brani molto diversi tra loro. C’è un filo conduttore che li lega?
Riprendere a suonare insieme dopo venti anni non è uno scherzo. Siamo ripartiti dalla sala prove, la dimensione per noi più familiare, dato che per quindici anni abbiamo prodotto musica in sala prove prima di trasportarla in studio di registrazione. Stravinskij e Finale rappresentano una terza fase dopo L’eroe romantico e Un curioso caso: ci sembra infatti qualcosa di nuovo per noi, sia musicalmente che anche a livello autorale, grazie anche al contributo di Andrea Martinelli nella fase di scrittura. Per quanto riguarda il sound, la collaborazione con Davide Ferrario è stata molto importante. Soprattutto per merito suo siamo riusciti a tirare fuori un suono che non fosse del tutto distaccato dalla nostra storia ma comunque con altre influenze, non necessariamente più moderne ma diverse.
Com’è cambiato il panorama musicale in questi anni secondo voi?
In questi venti anni che sono trascorsi ci sono dei bambini nati quando facevamo i nostri dischi che oggi sono diventati adulti e sono cresciuti seguendo dei media diversi. C’è un salto generazionale potente, a livello musicale e non solo. All’epoca avvertivamo che c’era nell’aria una spinta verso il pop, nel senso di testi e accordi facili, musica più da intrattenimento, da svago. Nell’ottica per cui tutto quello che fai deve arrivare a più gente possibile. Poi però questo diventa un limite a livello creativo. Noi, all’epoca, ci siamo affezionati all’idea che la musica può veicolare messaggi importanti. Bob Dylan, al quale non a caso hanno dato il nobel per la letteratura, ci ha fatto passare da “She Love you”, con tutto il rispetto, a qualcosa che può aprire la testa a milioni di persone. Siamo figli dell’idea che la musica può aprire le nostre teste a partire da un’esperienza di bellezza. Una volta questo modo di concepire la musica arrivava anche nel mainstream – si pensi agli U2, ai Depeche Mode, in Italia ai Litfiba – ora è proprio legato a una nicchia sempre più ristretta.
Oltre ai due inediti, avete in programma di pubblicare altro materiale nuovo a breve?
Al momento non abbiamo particolari progetti ma non ci precludiamo nulla. La produzione di questi due brani ci dice che possiamo pensare di spingerci oltre. Potremmo nel tempo realizzare un EP o un album, vediamo. Ora comunque stiamo promuovendo questo maxi single e dopo l’estate uscirà la versione digitale dei due brani. Col nuovo anno non è escluso che ci sarà qualche sorpresa.
Qual è la cosa che vi manca di più del periodo in cui suonavate insieme come La Sintesi?
Come dicevamo all’inzio di questa intervista, La Sintesi è stata un’esperienza fondamentale per le nostre vite. E che, in questi venti anni, ha generato una mancanza in ognuno di noi. È questa, anche, la ragione per cui oggi siamo di nuovo insieme. Ennio Morricone – del quale qualche settimana fa è ricorso il quarto anniversario della scomparsa – ha più volte sommessamente detto “la musica mi ha salvato”. Sono parole che sentiamo nostre, perché quegli anni insieme, da ragazzini, ci hanno permesso di incontrare risposte di bellezza che hanno reso grande la nostra adolescenza. E che, insieme, oggi sentiamo rivivere.

Consuelo Rivera
01/08/2024 at 23:57
I listening La Síntesi from Chile, this is a great italian group,and I would love to invite to playa in Festival de Viña del Mar 2025.