Talentuosa cantautrice leccese, Dalila Spagnolo si distingue sin dagli esordi per l’eleganza espressiva e la profonda sensibilità artistica. Nel 2020 conquista il secondo posto al Premio Lunezia e partecipa al Premio Musica contro le Mafie. Nel 2021 pubblica il disco d’esordio, “Fragile”, a cui segue nel 2023 “La Fame nelle Scarpe”, che le vale il Premio Civilia Salento, presentato in anteprima a Tolosa e poi nei teatri italiani. Nel 2025 vince il Premio Nazionale Folk e World – Nuove Generazioni, confermando l’originalità della sua visione artistica.
“Anche il fiume” è un brano mantrico, in cui la voce è corpo, memoria e rito. Nato da un’immersione profonda nel respiro e nel suo significato più intimo, prende forma durante una sessione di improvvisazione in cui Dalila, completamente connessa alla propria Identità-Voce, registra una serie di loop di respiri affannosi. Riascoltando il materiale, riconosce il cuore pulsante del brano: il crash nella respirazione, emblema di vulnerabilità, consapevolezza e abbandono.
Nel tuo nuovo brano “Anche il fiume” la voce diventa corpo, memoria e rito: come descriveresti oggi il tuo rapporto con la musica e con la tua voce, rispetto agli inizi del tuo percorso?
Guardandomi indietro, sono molto orgogliosa del mio percorso. È la mia esistenza, unita in primis alla sensibilità nell’approccio artistico e didattico della mia Maestra Tyna Maria e poi ai fortunati incontri con altri grandi Maestri, come Ermanna Montanari, ad avermi mostrato la possibilità di considerare la Voce come Trama emotivo-esistenziale della Persona. Questo approccio lo riporto anche nell’insegnamento, quello che faccio è far esplorare la propria Voce passando dell’intimità di sé, non solo dal punto di vista tecnico.
Il mio rapporto con la musica e la voce? È cura.
In che direzione si spinge oggi la tua ricerca artistica, in generale?
Cerco di trovare una linea, una nuova e mai definitiva, che però molto consapevolmente mette al centro del sound e della creazione la Voce. I contenuti sono sempre fondamentali per me, non voglio trascurare nessuno dei due aspetti.
Oggi e come sempre il mio intento è quello di emozionare, e voglio farlo soprattutto dal vivo. (Venite ai concerti)
“Anche il fiume” nasce da un momento di vulnerabilità e di profonda connessione interiore. Quanto hanno influito le tue radici e la tua storia personale nella creazione di questo brano?
In tutti i brani che scrivo c’è una nudità. Non racconto storie che non sono mie, almeno per ora non l’ho mai fatto. Quando scrivo lo faccio principalmente per elaborare “cose mie”. Donandole spero di smuovere qualcosa negli altri.
“Anche il fiume” affronta due mie verità: la prima, il conflitto con il respiro, che da due anni a questa parte è diventato protagonista per me; dall’altra, quella testuale, la lotta contro la mediocrità, la menzogna, la miseria umana. Che si può vincere con il bene e la gentilezza.
Qual è il tuo rapporto con l'”errore”?
Nella sperimentazione vocale e nella vita è il fulcro della consapevolezza. Più nella Voce, che nella Vita, cerco l’errore, se così si può dire. Cerco di uscire dal luogo di agio ed esplorare nuovi mondi interiori. Nella vita invece non sento di aver rimpianti o di aver fatto grossi errori. Fa tutto parte del percorso, comprese le buche, le salite, le discese, gli intoppi.
Hai raccontato di aver sentito il bisogno di allontanarti dalla parola per esplorare il suono puro: cosa hai scoperto di nuovo su di te, come persona, attraverso questo processo?
Ho scoperto che la Voce più Vera era nei suoni più grezzi e la parola è solo un costrutto, linguistico e sociale, che ci aiuta a comunicare, ma che ha poco a che fare con le emozioni. Le emozioni forti le comunichi attraverso il corpo e il suono da soli, quindi a prescindere da quale parte del mondo provieni e quale lingua parli, puoi comprenderle. La voce è un fatto emotivo, psico-emotivo, sociale e culturale anche, e del corpo.
Questa consapevolezza mi dona un approccio diverso al Canto. È sempre stato il modo migliore di scavare dentro di me e fare crescita personale, lasciarmi attraversare dalla Voce.
In quale direzione stai andando? Continuerai a scavare in questa direzione così intima e viscerale? E cosa ci aspetta nei prossimi mesi?
Si, continuerò sempre a scavare, questa è una promessa. Nei prossimi mesi ci sarà un nuovo singolo, concerti dove incontrarsi… e da lontano vedo anche un album, chissà se scorgo bene 😛