Musica

Il RISORGIMENTO di MILLE e una di noi

Articolo di Marzia Picciano

Doveva arrivare ancora, una come lei. Non l’ho detto io, ma Rachele Bastreghi dei Baustelle questo martedì 16 settembre a La Fabbrica dell’Esperienza, riferendosi a MILLE, alter ego di Elisa Pucci, in occasione della festa di lancio di Risorgimento, suo ultimo lavoro finalmente da poche ore disponibile su piattaforme streaming.

Ora, la Bastreghi lo dice commossa mentre se la spupazza sul palco di un metateatro e hanno appena cantato Tour Eiffel, duetto che conclude il completo di dieci tracce appena confenzionate dalla nostra beniamina romana spostata a Milano (e piccolo inciso: stiamo parlando della true ballad femminile da cantare che aspettavo, soprattutto di avere due voci come le loro urlarci “la nostra vita che cos’è/un romanzo dentro un foglio Excel”). Io non potrei essere più d’accordo, ma probabilmente lo dico per altre ragioni.

Sono arrivata a MILLE tra una track e l’altra dell’algoritmo di Spotify (a volte fa anche cose buone) qualche anno fa e in quei rari momenti in cui ho la lucidità di ascoltare davvero quello che mi passa tra i timpani, ed elaborarlo, ho sentito una voce dirmi: oh mio Dio, ma parla di te.

Mi spiego. Come non sentirsi un po’ parte dell’universo di MILLE?

È quello che mi succede, l’iperrealismo dell’improbabile che mi soprende impreparata, è quello che penso, o ancora meglio: il senso di profondo sgomento che coglie ogni soggetto iperemotivo dinanzi a una quotidianità che si presenta in fotogrammi di assurdità. Un romanzo di Melissa Bank (inclusa l’ironia feroce), la volontà di dare seguito ad anni di sedute psicologiche (perchè o ci si fa un libro, o una carriera da cantante, se sai cantare). Condito di tutta una serie di cose assolutamente ingaggianti: synth, ritmi accellerati, una voce a volte vanoniana (licenza poetica), più volte Kate Bush, la certezza che un’esperta teatrante sappia raccontarti davvero bene una storia in una canzone – che poi è una piece.

Perchè quello che mi ha colpito sin dall’inizio di MILLE è l’intensità, che può presentarsi in vari forme, incluso un’amabile piccola dama vestita di rosso, coperta di ricci rossi. L’intensità di Risorgimento è il colore rosso, e arriva in uno spazio di libri accatastati e un palco altezza platea (il suo habitat ideale) definito da un cerchio al neon, dietro il quale mettere un pianista (Pietro Spinelli, in arte Cucina Sonora) e dentro il quale fare tutto piano e voce, perchè alla fine i pezzi sono belli davvero se li puoi fare bene così e insomma, siamo a posto solo sentendo alcuni dei nuovi: UMPM (un maledettissimo posto migliore), Due di Notte, Il Tempo Le Febbri L’Amore, Gli Amanti, Una Lama e appunto Tour Eiffel. Ma anche Giovane Distratta, Qualcosa di Stupendo, no?

Eppure il teatro come luogo ha a che fare con il Risorgimento (di cui avevamo già parlato con lei, proprio su RockOn), ma anche con i nostri risorgimenti, che non sono resurrezioni, nè rivincite, attenzione. Sarà che allora capisco perchè rispetto ai precedenti lavori c’è più rock, c’è piu Baustelle (ormai il sodalizio è palese), ma c’è anche una nota ancora più struggente, credo che faccia seguito a ogni ipotesi di risorgimento, e si palesa in Una Lama quando mi sembra di sentire Prozac + e la Imelio emergere alle prime battute. Sarà che a fine ascolto ho già preso nota di tutta una serie di versi che potrei farmi tatuare in faccia, non che ogni volta che li ascolto penso che in realtà, davvero, la mia faccia dovrebbe già urlarli.

Tutto il suo nuovo lavoro dondola tra una volontà di prendere a pugni il presente (la marcia quasi elettronica di C’est Fantastique), di sfuggire a una favola che non ci appartiene anche se magari lo vorremmo (l’altrettanto stroboscopica UMPM), e magari non finire in un’altra per noi super romantica ma sempre deludente (Gli Amanti, anyone?).

Siamo tutti teatranti di una pantomina che non sempre fa piacere recitare? Qui scadiamo nella banalità, ma forse abbiamo necessità di qualcuno che ci ricordi, con molta molta ironia, se non della nostra faccia, del nostro culo o nulla più (cit). Mille non si è mai risparmiata queste immagini nel suo vocabolario, è la sua forza, quella di dirci le cose come stanno, che nostra madre non sa dove siamo la notte ma il body irriverente alla fine ce l’ha dato lei.

Se MILLE viene da un momento di cambiamenti, radicali, un tour per mezza Italia (e una data in arrivo a Milano, l’11 novembre in Santeria), e di voglia di rimettersi in marcia (lei e il garibaldinismo delle sue maglie del merch, accuratissime), con questo disco incontra altre mille persone in questa fase. E il punk lo salva, e salva anche noi, generazione di fenomeni paranormali. Quindi ben vengano le sberle in faccia che terminano con una carezza un pò beffarda. Ben venga MILLE. E non solo per le fan girl come me.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri anche...

Reportage Live

I Prevail, Polaris e Gore in concerto all'Alcatraz di Milano. Guarda le foto e scopri la scaletta del live show.

Reportage Live

Kid Yugi concerto all'Unipol Forum di Milano

Reportage Live

Slomosa, Kryptograf e Khan in concerto al Gate di Milano. Leggi il report, guarda le foto e scopri la scaletta del live show.

Reportage Live

Babyshambles in concerto all'Alcatraz di Milano. Guarda le foto del live show.

Copyright © 2026 | Rockon.it

Exit mobile version