“Scatola Nera” è un album dove la musica ritorna ad essere suonata: chitarre, pianoforti preparati, ottoni e cori intessono le atmosfere di questo disco registrato in presa diretta. Il lavoro di postproduzione, condotto in digitale e in analogico, ha invecchiato alcuni strumenti: soprattutto i fiati e i pianoforti sembrano rippati da vecchi vinili anni ’20, ma si tratta in realtà di parti scritte ed eseguite ex novo.
Le canzoni sono alternate da alcuni remnant, frammenti musicali, quasi ambient, che testimoniano il lungo iter di scrittura e di arrangiamento che questo disco ha richiesto per la sua realizzazione. Questi frammenti provengono dalle sessioni preparatorie del disco. Sono state registrate tra Milano e Londra, tra il Supermoon Studio e l’Abbey Road Institute. Questa è una peculiarità di questo progetto che, insieme alle canzoni, tenta di testimoniare la loro origine, la loro storia emotiva e creativa, assimilando le recenti sperimentazioni estere dell’hauntology musicale e del plunderphonics di Caretaker. La scrittura dei testi procede per immagini e per atmosfere frammentate: la poetica è quella di una memoria che cerca di ricordare, di ricomporsi, mettendo intorno a sé i suoi cocci.
Questo tentativo di ricordare è dimostrato anche dalla sperimentazione degli arrangiamenti che citano stili di generi scomparsi, come il ragtime e il foxtrot, eseguite da una piccola orchestra da camera e da un coro femminile. Nonostante le sperimentazione, la cura dei testi, degli arrangiamenti e nell’esecuzione, si tratta di un album che mette al centro l’emotività e il ricordo, colti nella loro spontaneità. L’album è un collage musicale e testuale che non rinuncia però alla coerenza e alla coesione compositiva di un cantautorato, che pur essendo in italiano, guarda soprattutto all’estero.
Scatola Nera è una testimonianza che proviene da un passato non ben definito che porta con sé i segni del tempo, i suoni dei graffi e della polvere: è la voce di una memoria corrotta, che cerca di rimettere insieme i frammenti dei suoi ricordi, la memoria di un vecchio o di un nastro graffiato. Scatola Nera racconta il tentativo di riappropriarsi di un passato rimosso e cancellato, attraverso frammenti letterari e musicali.
È un’archeologia musicale ed emotiva. Il progetto nasce dalla collaborazione e dall’amicizia decennale tra Giacomo Carlone, produttore milanese, e il musicista e autore Luca Barbaglia. Grazie all’incontro con il pianista e saxofonista Gaetano Pappalardo e il chitarrista Simone Sigurani, è iniziato il lungo viaggio di arrangiamento, registrazione e produzione che ha dato vita alle canzoni di Barbaglia.
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Crediti
Registrato al Supermoon Studio da Giacomo Carlone. Masterizzato all’Eleven Mastering Studio da Andrea de Bernardi
Testi e musica: Luca Barbaglia
Produzione: Giacomo Carlone e Luca Barbaglia
Arrangiamenti: Luca Barbaglia, Giacomo Carlone, Gaetano Pappalardo, Simone Sigurani
Foto: Piera Fulvi