Ci sono band la cui energia dal vivo non subisce la minima flessione con il passare degli anni, ma sembra anzi rigenerarsi, diventando più affilata, consapevole e viscerale.
Lunedì 27 luglio 2026, il Pordenone Blues & Co. Festival ha vissuto una delle sue serate più memorabili grazie agli Skunk Anansie, saliti sul palco del Parco San Valentino per una tappa del loro tour estivo italiano.
L’evento ha rappresentato un tassello di rilievo nel programma culturale targato Verso Pordenone 2027, il percorso volto a guidare la città friulana verso il ruolo di Capitale Italiana della Cultura.
A guidare la carica non poteva che essere lei, Skin: cantante, attivista, musa e pantera del rock mondiale. Dotata di un carisma ipnotico e di una presenza scenica capace di azzerare la distanza tra palco e transenne, la frontwoman ha dimostrato ancora una volta per quale motivo il suo nome sia iscritto a pieno titolo nella storia della musica alternativa anni Novanta e contemporanea.
Il sound degli Skunk Anansie ha travolto il Parco San Valentino con quella miscela unica e impetuosa che fonde metal, alternative rock, punk, psichedelia e sfumature soul.
SKUNK ANANSIE – La scaletta del concerto di Pordenone (versione non ufficiale)
- This Means War
- Charlie Big Potato
- Because of You
- Love Someone Else
- An Artist Is an Artist
- God Loves Only You
- Hedonism (Just Because You Feel Good)
- Weak
- Twisted (Everyday Hurts)
- Animal
- My Ugly Boy
- I Can Dream
- Yes It’s Fucking Political
- Tear the Place Up
- Little Baby Swastikkka
BIS:
- Cheers
- Secretly
- You’ll Follow Me Down (Versione acustica)
- Highway to Hell (AC/DC cover – parziale)
- Intellectualise My Blackness























