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Reportage Live

Ottima idea chiudere il tour a Milano, vero THE KID LAROI?

The Kid Laroi ha fatto proprio bene trovarsi al Fabrique di Milano per chiudere in bellezza il suo “The First Time” tour in Europa. Tre settimane di sold-out che, nonostante non sia avvenuto anche qui, dimostra quanto il suo rap introspettivo vada a raccontare il mondo che affronta la Gen Z.

The Kid Laroi in concerto all'Alcatraz di Milano, foto di Marco Arici per www.rockon.it

Articolo di Philip Grasselli

Nonostante la venue non pienissima ed essendo in mezzo a un lungo ponte, l’effetto dei fan è travolgente: ha fatto proprio bene The Kid Laroi a piazzare l’ultima data del suo tour europeo al Fabrique di Milano.

Dal 4 al 27 aprile, il tour partito da Stoccolma – e che ha attraversato 10 stati europei – ha messo alla prova il cantautore australiano, con la promozione del suo ultimo album “The First Time”.

Un magnifico opening act: Sam Tompkins

Alle 20:15 sale sul palco Sam Tompkins, cantautore britannico di Brighton, con una discografia molto particolare, caratterizzata da un paio di EP e da diversi singoli sparsi tra il 2017 ed oggi.

Partiamo dall’assetto del palco: ad accompagnarlo, al di là della base, Adam Rust ai synth e uno stoico Brad Singleton alla chitarra, presente con un bell’infortunio alla gamba.

Dodici brani in poco più di mezz’ora: un cantautorato molto intimo, che ci trasporta verso l’album che uscirà il 24 maggio, “hi, my name is insecure”, caratterizzato da tanta vita vissuta.

Un brano mi ha colpito in maniera molto particolare, “Phones in Heaven”, scritto in conseguenza del suicidio di suo padre lo scorso anno. Una straziante disamina su quanto sia difficile smaltire un lutto al giorno d’oggi, con i messaggi ancora salvati o, al contrario, con i messaggi eliminati proprio per evitare un circolo vizioso nella propria testa.

 
 
 
 
 
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I wish I didn’t delete those texts

They were the one thing that I had left

‘Cause maybe now, I would miss you less

Maybe those conversations could fill the emptiness

Sam Tompkins – Phones in Heaven

Le tracce scorrono in maniera perfetta. La voce di Sam Tompkins assolutamente protagonista, con quel timbro un po’ simile a Vance Joy, Sam Fender e con quel sustain alla Post Malone. Nel complesso, una delle migliori opening act al Fabrique, sia per qualità delle canzoni, sia per abilità tecnica.

“Guys, you have been my favourite audience: thank you so much for being so kind during this performance!” sono le parole che chiudono la prima parte della serata e che ci cullano verso il main act.

The Kid Laroi is here!

Scoccano le 21:05 e il conto alla rovescia viene proiettato sul ledwall. Il delirio appena si presenta Charlton Kenneth Jeffrey Howard – per tutto il mondo The Kid Laroi – è difficilmente descrivibile, il mio orologio mi notifica che è stata superata la soglia dei 90 dB. Guardo: 107 dB. Siano lodati i tappi per le orecchie!

La postazione da DJ con i Pioneer CDJ-3000 di TJ Mizell e la voce The Kid Laroi semplificano ulteriormente il comparto tecnico sul palco. Period.

The Kid Laroi all'Alcatraz
The Kid Laroi in concerto all’Alcatraz di Milano nel 2022, foto di Marco Arici

Dopo “Sorry”, la prima traccia del suo ultimo album, parte “What’s the Move?”, il nono brano dello stesso: il rapper australiano interrompe il live dopo appena tre barre. Come mai?

Guys, do you reckon that this is the fucking last European tour date?

Ding, ding: The Kid Laroi ricorderà un sacco di volte questo fatto durante il live

Il pubblico giovane e molto internazionale lo accompagna canzone dopo canzone, anche se i momenti molto un po’ cringe non sono mancati: la “difficoltà” nel tradurre a The Kid Laroi i cori da stadio con parolacce italiane in inglese. Lui è ancor più disorientato nonostante una parvenza di spiegazione. Per darvi un riferimento, pensate a Renato Pavesi del Grande Fratello ungherese circa quindici anni fa.

Il duetto con Sam Tompkins

I brani scorrono lisci come l’olio e rapidi come buona parte della discografia di oggi: due minuti o poco più per traccia. Quando sembrava tutto tendente al finito, sale nuovamente sul palco Sam Tompkins per interpretare insieme “Love Again”, una supplica di ricongiungimento al termine di una relazione tumultuosa, chiusa con un ultimo litigio.

Can we find love again?

Is this time the end?

Tell me, how many more tears will drop?

‘Til you hit me with “can we talk?”

And try love again

The Kid Laroi – Love Again

Tanti auguri cringissimi

Dopo il secondo momento cringe, ma concluso in maniera divertente, di un compleanno – partito con il coro volgare da stadio, ma, alla domanda del rapper “Ma è così che cantate “tanti auguri” in Italia?”, il pubblico intona il classico “Tanti auguri a te” – soggiunge il primo grande fuori programma della serata. Un trittico di brani richiesti dai fan, “Selfish”, “Wrong” e “Maybe”, tutti tratti da “Fuck Love 3+: Over You”, vanno ad integrarsi perfettamente nella scaletta, con tutta la squadra tecnica e il DJ molto ben preparati a quest’evenienza.

ThThe Kid Laroi in concerto all’Alcatraz di Milano nel 2022, foto di Marco Arici

E basta con questi telefoni!

La parte più introspettiva della serata salta fuori con un ordine categorico di non usare i cellulari per riprendere le successive canzoni: The Kid Laroi non parte con “Where Does the Spirit Go?” finché i telefoni non sono completamente abbassati. Assurdo come quest’operazione abbia richiesto più tempo del previsto, con il Fabrique in silenzio assoluto, anche un po’ imbarazzato, una volta completata questa “missione”.

C’è da godersi il presente, l’hic et nunc esistenzialista, e, soprattutto, apprezzare le persone circostanti prima che sia troppo tardi: questo flusso di coscienza di The Kid Laroi prosegue poi con “Heaven”, singolo uscito lo scorso 26 gennaio 2024.

Il finale

L’ultima parte del live al Fabrique di Milano si chiude con l’ottava canzone più ascoltata di sempre su Spotify: “Stay”, ma senza il featuring di Justin Bieber. Più di tre miliardi di stream per il duo, che diventa un ensemble di dieci voci poiché The Kid Laroi chiede ad otto persone, prese a caso dal pubblico, di cantare insieme a lui.

Il blocco “ordinario” di canzoni ha una chiusa con “Without You”, una fusione unica con i fan del cantautore australiano, ovviamente con il “Oh-oh, whoa-oh, oh-oh, whoa-oh” che diventa il coro che avrebbe dovuto poi accompagnare i due protagonisti fuori dal palco.

The Kid Laroi all'Alcatraz nel 2022
The Kid Laroi in concerto all’Alcatraz di Milano nel 2022, foto di Marco Arici

Il finto encore

Il successo è stato così grande che né The Kid Laroi, né TJ Mizell hanno fatto finta di entrare dietro le quinte e proseguire con il bis. Qui subentra anche un po’ di ignoranza, quella dell’ultima tappa del tour europeo. Oltre ai poghi, che coinvolgono più di metà venue e già presenti in precedenza, The Kid Laroi ha proseguito la modalità jukebox, accogliendo per altre tre volte le richieste dal pubblico, “Always Do”, “Pikachu” e, per chiudere, ancora “Diva”, uno dei primi singoli del rapper classe 2003.

Sì, è un 2003 e detta legge come pochi artisti suoi coetanei.

SAM TOMPKINS – La scaletta del concerto al Fabrique di Milano

Someone Else
Time Will Fly
Die for Someone
Phones in Heaven
Hero
More than Me
See Me
Dead 2 Me
Bloodline
Talking to the Moon (Bruno Mars cover)
Lose It All
Numb

THE KID LAROI – La scaletta del concerto al Fabrique di Milano

Sorry
What’s the Move?
Go
Diva
Where Do You Sleep?
Deserve You
Strangers
Nights Like This
I Thought That I Needed You
What Just Happened
Tear Me Apart
Love Again (feat. Sam Tompkins)
Bleed
Thousand Miles
Selfish [Fuori scaletta]
Wrong [Fuori scaletta]
Maybe [Fuori scaletta]
Where Does Your Spirit Go?
Heaven
Too Much
Stay
Without You

Encore:
Hatred
Always Do [Fuori scaletta]
Pikachu [Fuori scaletta]
What Went Wrong???
Diva [Fuori scaletta]

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Se non parlo di musica, parlo di sport. Se non parlo di sport, parlo di ingegneria. Se non parlo di ingegneria, parlo di meme. Se non parlo di meme è perché dormo.

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