Articolo di Philip Grasselli | Foto di Andrea Ripamonti
Il tepore di metà luglio. Le scuole finite già da un pezzo. Il penultimo appuntamento degli I-Days 2025 accoglie, in quest’atmosfera, un tris di artisti ben noti nel mondo Gen-Z e sempre molto acclamati anche dalla critica più spietata.
Originariamente alla più capiente “La Maura”, il live è stato poi spostato all’Ippodromo SNAI “San Siro” di via Diomede. Olivia Rodrigo va a conquistarsi l’unico palco di questa serie di concerti estivi, dopo un bel filotto di apparizioni in diversi festival europei, tra cui il Mad Cool Festival di Madrid. Non è la sua prima volta in Italia, visto che è passata a Bologna lo scorso anno (e ho rosicato un po’ per il sold-out istantaneo, sicché…)
Il tour sta proseguendo da un anno e mezzo per la promozione oramai consolidata del suo ultimo album, “Guts” (e rinforzato con la versione “Spilled” uscita l’anno scorso). Dopo tutto questo tempo, è diventato un instant classic del pop rock, poiché la qualità del mix, degli arrangiamenti e dei testi l’hanno reso uno degli album certamente più belli e interessanti almeno degli ultimi dieci anni.
Il contesto artistico degli artisti Gen-Z
Dal punto di vista musicale è evidente le numerose riprese del periodo fine anni ’90 e 2000: Olivia Rodrigo ha molti elementi che richiamano l’Avril Lavigne degli esordi, ma anche l’energia di Alanis Morissette di “Jagged Little Pill”, ma anche Taylor Swift, i Paramore o, per andare più verso oggi, Billie Eilish. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Il modo di comunicare rispecchia invece lo status psicologico delle generazioni di oggi, spesso e volentieri che si misura in una vulnerabilità mai vista finora (dalla ancor più forse aspettativa dettata dai social, passando per il desiderio di rompere schemi e ideali ancora fossilizzati a trenta o quarant’anni fa).
I kinda wanna throw my phone across the room
‘Cause all I see are girls too good to be true
With paper white teeth and perfect bodies, wish I didn’t care
I know their beauty’s not my lack, but it feels like that
Olivia Rodrigo – jealousy, jealousy (2021)
Da notare anche che tutti gli artisti che hanno calcato il palco dell’Ippodromo hanno esordito musicalmente tra il 2021 e il 2022, in piena pandemia di COVID-19. Anche questo è un fattore cruciale nelle scelte stilistiche.
Girl in Red ma anche in giacca a metà luglio
Ad aprire le file di questa calda data degli I-Days è Girl in Red, che già abbiamo imparato a conoscere al Main Stage del Sziget Fesztival del 2023. Marie Ulven, con questa voce un po’ alla Marina Diamandis, è fresca di secondo album, “I’m Doing It Again Baby!”.
Living life in grey did something to my brain
But hey, I took a shower today
I’m back, I feel like myself
I was gone for a minute
‘Cause I went to get help
It’s not the end of the world
Time doesn’t stop for a sad little girl
Girl in Red – I’m Back (2024)
È tornata, anzi, ha esordito in Italia proprio con questo live (peccato solo una volta!) e lo ha fatto in grande stile nella sua totale semplicità: jeans, maglietta e giacca sopra (con più di trenta gradi fuori, va bene…). Un intreccio della sua discografia, che ha sempre trattato tematiche sociali (dal mondo LGBTQIA+ a quello della salute psicologica) nella maniera più schietta possibile, quasi a creare un varco diretto con la persona in ascolto.

Lo stile del secondo disco è ulteriormente più energico e meno bedroom pop-rock, perfetto anche per i live di questo tipo, con canzoni come “Too Much”.
Per il resto, Marie Ulven è in splendida forma per proseguire la sua estate di live in giro per l’Europa (partito dall’Hurricane Festival poco meno di un mesetto fa): prossima tappa sarà la sua Oslo il 9 agosto.
Le Wet Leg che sfoderano i muscoli dell’alternative rock
Alle 19:15 partono puntualissimi i Wet Leg nella formazione completa, dato che è da circa un anno che i tre turnisti sono entrati a far parte del duo femminile), con Rhian Teasdale che sale sul palco sfoggiando tutta la sua potenza, a partire dai suoi bicipiti.

È il loro primo live fuori dal Regno Unito con il loro secondo album uscito, “Moisturizer”.
Is it love or suicide?
Is it love?
Put your mouth to mine and give me CPR
Call the triple nine and give me CPR
Wet Leg – CPR (2025)
La composizione di quest’ultimo album è abbastanza sulla falsariga del loro eponimo album d’esordio: musica rigorosamente suonata con qualche filtro sui suoni, indie rock britannico allo stato brado, come in “Catch These Fists” o “Pillow Talk”, che mi ricordano un po’ i Catfish and the Bottleman di dieci anni fa. Grande qualità.
Il live parte con proprio con il precedentemente menzionato “Catch These Fists”, uno dei miei brani preferiti del nuovo disco, per poi subito proseguire con il brano più streammato della band, “Wet Dream” del loro esordio.
Lo stile dei movimenti della band, specie tra chitarristi, mi ricorda un po’ come interagiscono in Khruangbin tra di loro. Anche qui è presente un intreccio preciso tra i due album, da godersi magari su una chaise longue, appunto. Il concerto scorre liscissimo come l’olio, interazione molto centellinata per un ritorno in Italia piuttosto tranquillo.
Olivia Rodrigo, abbiamo una nuova diva del pop-rock
All’Ippodromo SNAI “San Siro” alla fine poco più di ventisettemila fan (persino da Melbourne apposta!) si radunano tra golden pit e classico prato, con un’età media molto bassa, dai primi anni delle superiori alla triennale universitaria, o comunque piena Gen-Z: la musica e i testi delle canzoni di Olivia Rodrigo, come menzionato precedentemente, è proprio quella che tocca maggiormente le loro corde.

Gente che piange dalla prima all’ultima canzone; gente che s’abbraccia stringendosi il più forte possibile alla prima persona accanto; gente che urla il più forte possibile le parole delle canzoni. Un pubblico molto unito e compatto, che si ritrova molto negli argomenti trattati ad Olivia Rodrigo nei suoi due album.
Evviva la semplicità
Il palco è molto semplice, senza una scenografia troppo complessa, anzi. Bastano i soliti tre ledwall e una pedana laterale per dare spazio ad una delle migliori artiste della sua generazione.
Il live parte con il video che introduce alla versione spilled di Guts, uscito il 22 marzo 2024 con cinque tracce in più rispetto a quella normale. Lei che insegue una farfalla stilizzata, fino a che non raggiunge un filo stilizzato, dove perde l’equilibrio, cade e tutto si spegne.

Sul palco sale un’Olivia Rodrigo in body leopardato, pronta a cantare “Obsessed”, la prima delle cinque tracce di questa specie di EP-postilla di Guts. Essa racconta la morbosa curiosità della ex del proprio fidanzato, in un feedback positivo anche grazie al magico mondo dei social. E, a proposito di social, a dare manforte su quest’argomento ci pensa “Ballad of a Homeschooled Girl”, un po’ più col taglio relativo all’ansia sociale.
Un po’ di ballad e i lacrimoni
“Drivers License” ci fa catapultare al suo esordio musicale dell’oramai lontano 2021, con una ballad pop tra le più energiche degli ultimi anni, oramai diventato un classico e che ovviamente ha illuminato il pubblico degli I-Days. Mood ballad che continua anche con “Traitor”. I fiumi di lacrime che vanno poi in contatto con la sabbia dell’ippodromo.
Torniamo ancora a “Guts” con “Bad Idea Right?”: la prima volta che me la sono trovata alle orecchie è stato un ma wow, ma che brano assurdo che è appena uscito!?!, con un entusiasmo adolescenziale, anche in virtù del sound molto vicino a noi Millennials.
Per tutto il resto del live è un trionfo, sia in virtù dell’altissima qualità dei pezzi, sia per il fatto che comunque Olivia Rodrigo spesso e volentieri suona insieme alla band, una boccata di ossigeno ai live in cui si preme play e si fa il karaoke con la base e con i cori. Tanta, tantissima roba. E pensare che un paio di settimane fa suonava con Robert Smith dei The Cure a Glastonbury…
Good for you, you’re doing great out there without me, baby
God, I wish that I could do that
I’ve lost my mind, I’ve spent the night
Crying on the floor of my bathroom
But you’re so unaffected, I really don’t get it
But I guess good for you
Olivia Rodrigo – Good 4 U
Doppio bis unico del suo tour
Non poteva non andare via senza i pezzi più belli della sua giovane carriera: da “Brutal”, il primo brano di “Sour” a “Good 4 U”, per poi chiudere con i cori da stadio di “Get Him Back”, con la tecnica della Sprechgesang – un mix tra cantato e parlato – nelle strofe. Ma soprattutto, terminato il bis, tutta la band ritorna a sorpresa in virtù del fatto che i fan acclamavano “Lacy” già da metà concerto e si chiude così un live bello, fresco, godibile e con tanti, tantissimi insegnamenti da incassare e tenere gelosamente: a ventidue anni è già sicuramente una diva.
Clicca qui per vedere le foto di Olivia Rodrigo, Wet Leg e Girl in Red all’Ippodromo SNAI “San Siro” di Milano (o scorri la gallery qui sotto).
GIRL IN RED – La scaletta del concerto all’Ippodromo SNAI “San Siro” di Milano
Doing It Again Baby
Bad Idea!
Girls
Dead Girl in the Pool
Summer Depression
Midnight Love
Too Much
We Fell in Love in October
Phantom Pain
You Stupid Bitch
Serotonin
I Wanna Be Your Girlfriend
WET LEG – La scaletta del concerto all’Ippodromo SNAI “San Siro” di Milano
Catch These Fists
Wet Dream
Supermarket
Oh No
Liquidize
Davina McCall
Ur Mum
Too Late Now
Jennifer’s Body
Pillow Talk
Angelica
Chaise Longue
Mangetout
CPR
OLIVIA RODRIGO – La scaletta del concerto all’Ippodromo SNAI “San Siro” di Milano
Obsessed
Ballad of a Homeschooled Girl
Vampire
Drivers License
Traitor
Bad Idea Right?
Love Is Embarassing
Pretty Isn’t Pretty
Happier
All I Want
Enough for You
So American
Jealousy, Jealousy
Favorite Crime
Déjà Vu
Encore
Brutal
All-American Bitch
Good 4 U
Get Him Back!
Encore #2
Lacy




























