Foto di Andrea Ripamonti
Si è conclusa ieri sera l’edizione 2026 del Magnolia Stone Fest, la maratona stoner, doom e heavy-psych che ha popolato l’estivo del Circolo Magnolia di Segrate. L’evento, nato dalla collaborazione tra Hardstaff Booking e SoloMacello, ha registrato una solida risposta da parte della comunità rock, riuscendo ad attirare moltissimi fan della scena.
Nonostante un meteo incerto, caratterizzato anche da due brevi rovesci di meno di dieci minuti che hanno bagnato il pomeriggio, il pubblico ha risposto presente, confermando l’attaccamento a una delle rassegne open-air più settoriali dell’estate milanese.
Il racconto dei concerti
La scaletta è scivolata via rispettando la tabella di marcia. L’apertura è stata affidata al sound lisergico dei milanesi Giöbia, seguiti dall’energia ruvida e dominata dal fuzz degli svedesi Truckfighters.
A metà pomeriggio, proprio durante i cambi palco e le brevi piogge, l’atmosfera si è fatta più cupa, sposandosi perfettamente con il set articolato e progressivo degli americani Elder. Con il calare del sole, i berlinesi Kadavar hanno alzato i volumi con il loro hard rock di stampo vintage, preparando il terreno per gli headliner della serata. I Graveyard hanno chiuso ufficialmente il festival con la loro miscela di blues polveroso e hard rock classico, davanti a una platea compatta che ha resistito all’umidità della serata.
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