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Reportage Live

“L’ultima Festa” di COSMO: reportage, foto e scaletta del concerto di Milano

Articolo di Antonio Severino  twitter @SuonatoreJones (Milano)
Fotogallery di Vanessa Cuda instagram @vanou75 (Roma)

Allora, facciamo subito spoiler per quelli che vanno di fretta: Cosmo ha “spaccato”. Se vi siete persi il concerto, non avete scuse né attenuanti: si è divertito come un matto anche lui e, ovviamente, ci siamo divertiti come dei matti noi.
Che Marco Jacopo Bianchi (Cosmo, appunto) stesse preparando il colpaccio s’era già capito durante l’ultima capatina milanese, una sera di ottobre, quindi pochi mesi fa: ospite del “Polisuona”, aveva fatto saltellare una gremita Piazza Leonardo da Vinci. Per essere sicuro di esaminare la questione dal giusto punto di vista mi ero lanciato sul palco, ai tempi. Non le ho contate, ma c’erano sicuramente 2 mila o 3 mila persone. Per gli scettici o per chi ancora aveva qualche dubbio, Cosmo ha spaccato definitivamente e lo ha fatto con un sold-out ai Magazzini Generali. Biglietti finiti.

“L’ultima festa” è un album pazzesco, di quelli che puoi ascoltarlo in macchina e ritrovarti a urlare spensierato o ripensare a quella stronza della tua ex con un leggero magone allo stomaco: Cosmo è riuscito a replicare lo stesso trasporto anche dal vivo, in una serata a metà fra il “clubbing” (i Magazzini si prestano) e il cantautorato. Alla faccia di chi storce il naso dicendo che i cantautori non possono avere suoni elettronici (e, grazie a Dio, la scena indie italiana ne è piena).

Ci sono artisti che occupano il palco in modo imponente, mostrando al pubblico la propria grandezza. Altri, tipo Cosmo, hanno invece bisogno di mischiarsi con la folla, concedersi, abbracciarsi, lanciarsi nella mischia (ieri sera Marco lo ha fatto tipo tre volte) con la capacità unica di far ballare, scanzonati sì, creando allo stesso tempo un’atmosfera intima. Un po’ “il tempo delle mele”, un po’ college americano. Allora ti ritrovi ricoperto di coriandoli urlando “Disordineee nel cuore dell’universo” e, cinque minuti dopo, a sussurrare in un’armosfera solenne “niente canzoni tristi, è un lunedì di festa” e la platea che illumina i Magazzini con i flash dei cellulari, moderni accendini. Anche questa volta alcuni fortunati salgono sul palco, per ballare e saltellare con la band (due musicisti alle percussioni): l’ultima frontiera che separa il gruppo e il pubblico è stata abbattuta ancora una volta.
Le facce sorridenti all’uscita sono il segno di un gran bel divertimento, peccato che una delle canzoni più cantate dell’ultimo album si intitoli “Un lunedì di festa”. Ieri era giovedì, ma che giovedì di festa!

Un’ora e mezza buona, con canzoni dell’ultimo album e qualche “vecchio” successo, una performance senza formalità né inibizioni, compresa qualche stonatura verso la fine che ha reso tutto magicamente perfetto: la penultima data di un tour fantastico dove ci si può liberare e sì, fare festa anche da sopra il palco. Il 24 si è chiuso il tour a Ivrea, dove Cosmo è nato. Omaggio alla terra natia perché, lo dice anche lui: “Nulla è per caso: la città in cui sei nato è l’inizio del tuo viaggio”. In questo caso, però, è la fine del tour: l’ultima festa.

COSMO – Scaletta Milano – 23 Febbraio 2017

Cazzate
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Le voci
Dicembre
Esistere
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L’altro mondo
Ho visto un Dio
– – – – – – – –
L’ultima festa
Un lunedì di festa
Le cose più rare

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