Articolo di Alessandro Canalicchio | Foto di Alex Lake (per concessione di LiveNation)
I Radiohead tornano finalmente dal vivo con un tour europeo che copre cinque città: Madrid, Bologna, Londra, Copenaghen e Berlino. Dopo la data di esordio di ieri sera la band suonerà altre 3 volte all’Unipol Arena di Bologna (stasera, lunedì 17 e martedì 18 novembre), per una serie di venti concerti complessivi.
In un messaggio ai fan, il batterista Philip Selway ha dichiarato: “L’anno scorso ci siamo ritrovati a provare, tanto per il gusto di farlo. Dopo una pausa di sette anni, è stato bellissimo suonare di nuovo i nostri brani e riconnetterci con un’identità musicale che vive profondamente dentro ciascuno di noi. Ci ha anche fatto venire voglia di fare qualche concerto insieme, quindi speriamo possiate venire a una delle prossime date. Per ora saranno solo queste, ma chissà dove ci porterà tutto questo.”

Aspettando l’inizio del live
Il ritorno dei Radiohead si fa sentire con tutta la sua intensità, e il pubblico lo percepisce chiaramente. La sensazione è quella di un respiro trattenuto troppo a lungo che finalmente si libera nell’arena. Poco prima dell’inizio del live, le luci si spengono, lasciando spazio ai riflettori che si poggiano lievemente sul pubblico accompagnati da effetti sonori timidi che fanno da preludio al concerto.
I riflettori mostrano e illuminano ulteriormente la gioia dei fan, che si fanno sempre più entusiasti ad ogni piccolo cambio nella velocità dei suoni, consapevoli di trovarsi in un momento che è già scritto nella storia del panorama musicale internazionale.
Un pubblico che attraversa generazioni
Il pubblico è molto eterogeneo: troviamo fan storici, che hanno vissuto la band dagli anni ‘90 e ‘00, ai tempi di The Bends e OK Computer, ma anche volti giovani, che potrebbero aver conosciuto i Radiohead post-2020 grazie a The Smile.
Nonostante le differenze generazionali, i Radiohead riescono a unire tutti, specialmente quando partono brani come Planet Telex (che fa da intro per questa data): l’arena si illumina di mille luci, con le torce dei cellulari dei più giovani che si intrecciano agli accendini dei fan di lunga data, creando un mosaico di diversità dal grande impatto visivo.

Il palco e le visual: un’esperienza immersiva a 360°
Il palco centrale a 360°, circondato da una gabbia dodecagonale luminosa, spezza la distanza tra band e pubblico: nessuno si sente laterale o marginale. La band si muove continuamente, garantendo a ogni settore un “momento frontale”, mentre i pannelli semitrasparenti proiettano riprese live dei musicisti, distorte e glitchate.
La gabbia si solleva o si abbassa a seconda dei brani, come in 2+2=5, liberando la vista ma restando sempre una superficie per le visual a 360°. Spirali, tunnel cromatici e texture liquide accompagnano Bloom e Videotape, con luci che pulsano in Idioteque e The National Anthem, mentre le riprese zoomate sui cantanti catturano ogni gesto e sguardo, amplificando l’effetto ipnotico.
L’apice arriva con Everything In Its Right Place, quando ogni pixel diventa parte di uno spettacolo sincronizzato con la musica, lasciando il pubblico senza fiato.
Una performance intensa…
Durante Sit Down Stand Up, Thom Yorke si scioglie completamente: movimenti fluidi, oscillazioni di spalle e i suoi inconfondibili balletti. Il pubblico reagisce con tenerezza e stupore, assistendo a un momento di autentico divertimento del frontman. Tra un brano e l’altro, Yorke saluta il pubblico in italiano con un “ciao a tutti” e chiede più tardi “tutto bene? si sente bene?”, per assicurarsi che la reunion live funzioni da entrambe le parti.
I fan rispondono piano, ma ascoltano con attenzione: ogni brano è percepito come un atto di rispetto verso la band.

…per un pubblico che sa ascoltare
La platea è silenziosa ma intensamente presente. Alcuni brani generano applausi spontanei: No Surprises viene accolta con urla che si contrappongono al canto delicato dei fan, Weird Fishes/Arpeggi scatena un enorme applauso, Let Down illumina gli schermi con mille colori creando un’atmosfera quasi psichedelica. Durante Fake Plastic Trees, torce alzate al cielo formano una costellazione in movimento sulla sala.
Un ritorno che lascia il segno
Poco contatto diretto (in pieno Yorke-style), nessun discorso o sentimentalismo esplicito. Il vero sentimento si percepisce nei movimenti e negli sguardi incastonati nella gabbia luminosa, che i presenti faticheranno a dimenticare. Ogni dettaglio, dal gesto più piccolo al ritmo dei fan, contribuisce a creare un legame intenso tra palco e platea, rendendo l’esperienza immersiva e coinvolgente.
I Radiohead non sono tornati per dare nostalgia: hanno scelto di riaffermare cosa significa vivere il presente e attraversarlo con la musica. A Bologna, per due ore e dieci minuti, la band porta con sé un legame che, nonostante il tempo e l’attesa, non vuole dissolversi, lasciando un segno nel pubblico e un eco musicale che risuonerà nell’arena per altri tre giorni.

RADIOHEAD – La scaletta del concerto di Bologna – 14 novembre 2025
- PLANET TELEX
- 2+2=5
- SIT DOWN STAND UP
- BLOOM
- LUCKY
- FUL STOP
- THE GLOAMING
- THERE THERE
- NO SURPRISES
- VIDEOTAPE
- WEIRD FISHES/ARPEGGI
- EVERYTHING IN ITS RIGHT PLACE
- 15 STEP
- THE NATIONAL ANTHEM
- DAYDREAMING
- SUBTERRANEAN HOMESICK ALIEN
- BODYSNATCHERS
- IDIOTEQUE
BIS
- FAKE PLASTIC TREES
- LET DOWN
- PARANOID ANDROID
- YOU AND WHOSE ARMY
- WOLF AT THE DOOR
- JUST
- KARMA POLICE












![PETER GABRIEL [Credits: Nadav Kander]](https://www.rockon.it/wp-content/uploads/2026/10/peter-gabriel-600x337.jpg)















