Articolo di Alessandro Cebrian Cobos | Foto di Katarina Dzolic
La musica di Igorrr rientra in una categoria imprevedibile e post-moderna, che gioca con mille influenze e strutture diverse. Non a caso il progetto è nato solista a partire da un tipo di elettronica estrema, estremamente frammentato e ricomposto, la breakcore, per poi evolversi in un gruppo vero e proprio. Il rischio è che rimangano inaccessibili nella loro complessità, oppure che la perdano per rifugiarsi in modelli più familiari. Nella data all’Alcatraz di Milano hanno mostrato invece che tipo di show sono in grado di regalare: uno spettacolo epico.
Aprono le danze i thoughtcrimes
I thoughtcrimes vengono da New York ed è la loro prima volta in Europa. Sono il progetto del batterista Billy Rymer, già nei tecnicissimi Dillinger Escape Plan, con il quale aveva collaborato Mike Patton dei Mr. Bungle (ma su questa parentela ci torniamo dopo). Scaldano l’atmosfera mescolando il dinamismo del metalcore, una certa cattiveria un po’ death/doom, e un andamento spesso HC. Billy gioca molto col contrasto, usando anche dei sample soprattutto nelle introduzioni, ma non disdegnano anche passaggi e un intero pezzo, Lunar Waves, più melodici e atmosferici. In fin dei conti mostrano una bella energia, soprattutto sul finale; ma sono un po’ penalizzati dal poco spazio sul palco, già occupato dalle attrezzature degli headliner, e penso che darebbero di più in una situazione più comoda.
I DVNE tra atmosfera e intensità
Riprendono il palco i DVNE, band basata ad Edimburgo e anche lei come gli headliner pubblicata dalla Metal Blade. Qui siamo su altre vibrazioni: i DVNE portano un tipo di metal progressivo molto evocativo, adatto a immaginare le distese desertiche del libro a cui fanno riferimento con il loro nome. Il livello tecnico è altissimo e rimango impressionato dal basso serpentino di Eleonora. Al contempo non manca la rudezza, soprattutto nelle voci con armonie e call-and-response tra pulito, urlato e growl davvero soddisfacenti. Il pubblico è più rapito che gasato, anche perché i tempi sono quelli dilatati del doom e dello stoner, che poi sono i miei preferiti quindi non mi lamento. Ci aggiungono però un elemento non banale, che accomuna in manifestazioni diverse gli artisti di questa sera: una certa consapevolezza drammatica, quasi narrativa, accompagnando i momenti più emotivi del pezzo con effetti di luce netti che li rendono molto emozionanti. Il set non è lunghissimo ma mi lascia soddisfatto, anche se un po’ impaziente per il piatto principale della serata.
Gli headliner della serata: Igorrr
Da subito, quando partono le pulsazioni organiche e il sussurro che aprono Daemoni, la musica del progetto elettronico diventato band metal di Gautier Serre appare caleidoscopica, predatrice della tua attenzione con elementi diversi che compaiono uno dopo l’altro.
Ci sono i riff violentissimi, di Martyn Clément alla chitarra a volte aiutato da Gautier, e c’è anche la tecnica incredibile, soprattutto nelle ritmiche di Rémi Serafino alla batteria. Tra l’altro molti dei suoni, come il basso e strumenti tradizionali o classici vengono sequenziati e modificati dai controlli di Gautier, quindi la band non ha spazio per improvvisare o correggere il tiro in corsa, può soltanto essere costantemente precisissima. Blastbeat Falafel, con i suoi strani tempi incalzanti e riff da Mediterraneo orientale, è uno dei momenti più godibili e divertenti. Nella versione in studio ospita Trey Spruance, chitarrista dei Mr. Bungle (eccola di nuovo la parentela); e infatti il pezzo suona come una versione portatile ma aggiornata di Ars Moriendi.
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Non manca anche l’aspetto più elettronico, più caoticamente breakcore, una parte che era prominente alle origini del progetto e si è attenuata nel tempo. Voci e strumenti spesso vengono effettati, spezzettati come se si degradassero, marcissero elettronicamente. In vari momenti come nell’intro di ADHD, Gautier rimane solo dietro al suo set, a curare i suoi ritmi nevrotici. È l’unico sempre presente, gli altri escono spesso dal palco e poi riappaiono nel buio, come evocati. E non è un caso forse che le due voci della band ricordino un sacerdote e una sacerdotessa di un qualche immenso tempio oscuro, lei vestita di bianco con un velo o un mantello sulle spalle, lui incappucciato e con il volto dipinto di nero.
Due vocalist potenti e uno show evocativo
È indispensabile spendere due parole sui cantanti perché sono la parte più impressionante del concerto: JB Le Bail si occupa del growl, delle urla e del canto gutturale e lo fa con una gravitas e una fisicità inquietante. Marthe Alexandre è una cantante lirica incredibilmente espressiva, anche nel suo modo di gestire lo spazio scenico. Durante Silence canta sdraiata, sbucano solo i piedi alzati che si muovono lenti con l’andamento del piano. È impossibile dire chi dei due esprima più potenza nel loro duello vocale in ieuD.
Eppure tutto questo non sarebbe così efficace se non fosse per due elementi: il talendo di Igorrr nel comporre brani soddisfacenti, che costruiscono la tensione e poi la rompono al momento giusto con il riff giusto; e un gran bel lavoro di luci che esalta in ogni momento l’espressività della musica e dei musicisti, con fasci di led, controluce, focus sull’uno o sull’altro. Insomma, in questo live ce n’è per tutti, per tutti i gusti; ma questo senso del dramma, questa solennità, unisce gli elementi e li rende attraenti per tutti, in un modo deliziosamente morboso.
Il bis da tre pezzi riassume l’intero percorso, e lascia un gran bel senso di soddisfazione tra il pubblico, che assedia il banco del merch per una buona mezz’ora ancora. Intanto io mi sento come se avessi assistito all’invocazione del Moloch di Cabiria: forse gli Igorrr ci sono stati mandati per coinvolgerci in delle liturgie atee, ambigue, affascinanti e meravigliose?
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Igorrr – la scaletta del concerto di MILANO
- Daemoni
- Spaghetti Forever
- Nervous Waltz
- Blastbeat Falafel
- Downgrade Desert
- ADHD
- ieuD
- Hollow Tree
- Polyphonic Rust
- Headbutt
- Infestis
- Pure Disproportionate Black and White Nihilism
- Silence
- Viande
- Himalaya Massive Ritual
BIS:
- Very Noise
- Camel Dancefloor
- Opus Brain
DVNE – la scaletta del concerto di MILANO
- Sì-XIV
- Eleonora
- Abode of the Perfect Soul
- Cobalt Sun Necropolis
thoughtcrimes – la scaletta del concerto di MILANO
- Violent Garden
- Soapbox Sermon
- Keyhole Romance
- Wedlock Waltz
- Lunar Waves
- Artificer
- Rose Bather
































