Foto di Matteo Scalet | Articolo di Leonardo Tosi
Voce, chitarra, basso, batteria. Suoni nudi, diretti, potenti, scortesi.
I Ministri tornano a Trento, otto anni dopo l’ultima volta, recuperando la loro dimensione primordiale. Il trio milanese (Davide “Divi” Autelitano, Federico Dragogna e Michele Esposito) ha accolto il pubblico che ha riempito il Teatro Sanbàpolis, giovedì 29 gennaio, con un obiettivo dichiarato: tornare alle sensazioni del loro intenso, urgente, sudato inizio di carriera, riducendo tutto all’essenziale, dalla formazione alle location, dalla scenografia alla costruzione del concerto. Parla la musica.
Il filo rosso di tutta la serata è proprio qui: il Provincia Popolare Tour, arrivato alla sua terza data, è un lungo ritorno a casa, fatto di chilometri, piccoli club e calore immediato e senza filtri. Non un ripiego, ma una resistenza, l’ultimo rifugio. In un mondo che corre verso i grandi centri e il virtuale, la dimensione del piccolo pubblico riporta al centro il dialogo, la condivisione e una sensazione di famiglia, magnificata dall’esibizione di Divi, che canta Terre Promesse giù dal palco.

Lo si percepisce già dall’inizio, subito in salita per qualche problema tecnico, superato con mestiere, volume e determinazione. La scaletta è un equilibrio perfetto tra i nuovi pezzi (Avvicinarsi alle casse, Poveri noi, Spaventi, Aurora Popolare), che confermano la solidità dell’ultimo lavoro del gruppo, e gli immancabili grandi classici (Comunque, Una palude, Spingere) che continuano ad emozionare il pubblico come la prima volta. Con una bella sorpresa per i fan della prima ora: il ritorno alla provincia significa anche ripresa dei brani che hanno segnato l’esordio dei Ministri (La faccia di Briatore, La piazza, Berlino 3, Vicenza (La voglio anch’io una base a), Bevo). Aumentano le vibrazioni, si scatena il pogo sotto palco e si alza il volume delle voci, pronte per il gran finale.
Abituarsi alla fine chiude un viaggio emotivo perfetto. “Non è un addio, non è un arrivederci, ma un a presto”: i Ministri sono qui per restare, insieme alla Provincia Popolare.
I MINISTRI – la scaletta del concerto di Trento
- Avvicinarsi alle casse
- Poveri noi
- Non mi conviene puntare in alto
- Comunque
- La faccia di Briatore
- La mia giornata che tace
- La piazza
- Fidatevi
- Cronometrare la polvere
- Berlino 3
- Spaventi
- Aurora popolare
- Terre promesse (Acoustic)
BIS
- Fari spenti
- Vicenza (La voglio anch’io una base a)
- Una palude
- Spingere
- Bevo
- Abituarsi alla fine












![PETER GABRIEL [Credits: Nadav Kander]](https://www.rockon.it/wp-content/uploads/2026/10/peter-gabriel-600x337.jpg)
















