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Reportage Live

HOT CHIP a Milano: bevi, ama, balla. La cronaca di una potenziale cubista

Hot Chip @ Alcatraz, Milano - foto di Oriana Spadaro per www.rockon.it

Articolo di Chiara Amendola | Foto di Oriana Spadaro

Cuciti nelle playlist Spotify sia di tuo zio figo che del tuo amico DJ techno-ossessivo, gli Hot Chip hanno sfornato il loro definitivo marchio distintivo nella musica elettronica da quasi due decenni.

La lunga carriera della band, e la costante capacità di creare musica impattante, è straordinariamente rappresentata da una meravigliosa folla variopinta che ha partecipato alla data milanese all’Alcatraz. Se potessi scegliere il pubblico da concerto, questo sarebbe senza dubbio il mio preferito. Tralasciando l’alta percentuale etero tra gli uomini, c’è tanta coolness che mi circonda: splendide ragazze sfoggiano look che rivelano una prorompente personalità, 40enni sfiorano le spalle di adolescenti musicalmente illuminati, un melting pot di diverse provenienze geografiche e spensieratezza in un sabato notte che sa di nostalgico.

Il palco ci ha accolti con una miscela di sintetizzatori e strumentazione tradizionale, che ha solleticato le tonsille dei presenti nel pezzo di apertura Huarache Lights con un groove decisamente “reale”. Ammetto che niente mi dà più piacere che vedere la musica elettronica eseguita senza una serie di laptop che oscurano i volti.

La tavolozza technicolor degli Hot Chip di denim bianco schizzato da lampade UV, i pantaloni iridescenti accoppiati a mosse di danza di transizione analogica, sono state scelte stilistiche che hanno alimentato le attese di uno spettacolo ad alto tasso adrenalinico. Un’atmosfera così calda che è stata solo migliorata dalla voce mistica e silenziosa di Alexis Taylor, un frontman grandioso nei suoi testi e nell’uso dei tasti, ma discreto nel canto.

Gli Hot Chip hanno inventato il loro personale vocabolario musicale creando un senso di libertà così tangibile che si adatta universalmente agli ascoltatori, indipendentemente dall’età o dall’esperienza. Lo show è stato un continuo bagno pieno di estasi ed evasione. Dai successi più datati come Boy From School alle melodie più giovani come Hungry Child non c’è stata nessuna esitazione da parte della platea che si è tuffata in questa energia catartica.

Su Over And Over la band si è lasciata andare a una danza scatenata, ritmo ed energia quanto basta da convincerti ad abbandonare la tua, fin troppo costosa, pinta di birra, e seguire il beat con la stessa euforia di un gruppo di turisti negli anni 90 in pista a ballare la Macarena.

Spell e Melody of Love hanno dato una frenata al mare di dopamina facendo spuntare come funghi diverse coppie, decisamente il momento più basso della serata. È sempre un piacere vedere persone che si connettono attraverso la musica che amano – BUGIA.

La linea di basso di Ready For The Floor, ha suscitato un entusiasmo estremo come ultima canzone dello show e ha provocato un panico folle per ottenere un boogie prima che finisse la notte.

L’encore con una delle migliori interpretazioni mai sentite di Sabotage dei Beastie Boys, apparentemente casuale e stranamente collocata, si è dimostrato autenticamente bizzarro, incredibile e contagioso.

Unica grande assenza della serata (incancellabile rimpianto), la mia performance come cubista sul palco insieme alla band.

Clicca qui per vedere le foto degli Hot Chip in concerto a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto)

HOT CHIP –  La scaletta del concerto di Milano

Huarache Lights
Don’t Deny Your Heart
One Life Stand
Night & Day
Bath Full of Ecstasy
Flutes
Hungry Child
And I Was a Boy From School
Spell
Positive
Over and Over
Melody of Love
Ready for the Floor

Encore:
Look at Where We Are
Sabotage (Beastie Boys cover)
I Feel Better

Chiara Amendola
Written By

Cinefila e musicofila compulsiva. Quando qualcosa mi interessa non riesco a tacere.

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