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GIORGIO POI ha chiuso il tour invernale a Bologna: è stato bellissimo

Giorgio Poi
Ph_Guido Domenichelli

Il 28 gennaio, dopo quasi quattro anni, è tornato a Bologna per chiudere il suo tour invernale Giorgio Poi, in una località importante, in quanto roccaforte dell’indie italiano. Il cantante novarese, dopo un periodo di stop a causa del covid, ha portato in giro per l’Italia il suo ultimo album “Gommapiuma”, pubblicato il 3 dicembre 2021 con Bomba Dischi. 

La dote cantautorale di questo artista lo ha reso celebre già molti anni fa: sono svariate le canzoni che lo hanno portato ad essere una delle nostre migliori penne del momento. Ma non solo, Giorgio ha una grande maestria nel suonare strumenti e nel canto e una voce assolutamente inconfondibile che lo ha sempre caratterizzato. 

Il concerto, andato in poco tempo sold out, si è svolto in uno dei più importanti centri sociali della città: il TPO, un locale che ha creato da subito l’atmosfera perfetta. Prima dell’inizio, l’attesa del pubblico è rilassata, c’è molto chiacchiericcio e non mancano le birre. Alle 22:15 tutto diventa buio e dal palco i giochi di luci blu annunciano l’inizio del concerto. I membri del suo gruppo, composto da Matteo Domenichelli (basso), Francesco Aprili (batteria) e Benjamin Ventura (tastiere) lo hanno accompagnato per tutta la durata del tour, e sono i primi a salire sul palcoscenico. All’ultimo, con grande entusiasmo da parte del pubblico, arriva Giorgio Poi. 

Barzellette” è il brano apripista, tratto dall’ultimo disco, che ha catapultato subito la folla nella magica musica del cantante. Si sono susseguiti vari pezzi, canzoni che hanno fatto ballare e urlare a squarcia gola come “Pomeriggi”, “Vinavil”, “Rococò”, “Napoleone”, “Acqua minerale”;altre invece che hanno commosso i fan come “Giorni felici”, “Supermercato”, “Paracadute”.  Poco prima di cimentarsi in un altro brano, il cantante ha dedicato un pensiero a chi vive o ha passato un lungo periodo all’estero; queste persone sanno cosa significa avere mancanza di casa. Dunque, la premessa perfetta per “La Musica Italiana”, che fin dalle prime note è stata assalita dalle urla in festa dei presenti che con sorpresa hanno visto salire sul palco Calcutta. Il cantante di Latina è, ormai, dal 2019 che si nasconde dai riflettori, facendo rare incursioni durante i concerti dei suoi amici a Bologna, come è avvenuto in questo caso. I due hanno duettato sulle note della chitarra suonata da Giorgio Poi, accompagnati dal canto del pubblico, creando così uno stretto contatto tra musicisti e fan, e rendendo la serata indimenticabile. 

Giorgio Poi in concerto a Torino, foto di Luca Moschini

Dopo un abbraccio fraterno a fine brano, Calcutta ha lasciato il palco e con le prime note di “Niente di Strano” si è ritornati alla discografia di Giorgio, addirittura quella emergente, quella che lo ha fatto scoprire e reso famoso al panorama italiano. Dal brano primordiale si passa all’ultimo singolo: “Ossesso”, dove per la prima volta in questa serata, il cantante si spoglia di tutti gli strumenti e passeggia sul palco cantando e coinvolgendo la massa. In seguito, sono state eseguite la hit “Missili”, scritta con Frah Quintale, che ha calorosamente salutato dal palco, e “Moai”, una delle canzoni più introspettive ed emozionanti del suo ultimo album. Quest’ultima, grazie alle note delicate del clarinetto, ha riequilibrato gli animi dei presenti. Terminato questo momento, l’artista ha stupito con un classico della musica italiana: “Il Cielo in una Stanza” di Gino Paoli, lasciando il silenzio e mostrando la parte più intima di questo live. 

Verso la conclusione del concerto, Giorgio ha ringraziato il locale, la casa discografica Bomba Dischi, i suoi musicisti e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del tour – DNA concerti in primis. E infine, sbagliando l’attacco, che ha smosso sorrisi, ha iniziato l’ultimo brano: “Tubature”, una delle canzoni più celebri del suo album di esordio, che ha richiamato in modo nostalgico la magia che si respirava nel pieno periodo d’oro dell’indie italiano. I saluti sono calorosi, i ragazzi della band sono provati dal caldo ma hanno gli sguardi luminosi e i sorrisi grandi. Mentre ci salutano noi speriamo di rivederli molto presto e di ascoltarli con nuove canzoni.

di Giovanna Casula e Giada Consiglio

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