Foto e articolo a cura di Davide Merli
Ieri sera, giovedì 6 novembre 2025, il Live Club di Trezzo sull’Adda ha ospitato l’unica data italiana del tour celebrativo per il 20° anniversario di Shadows Are Security degli As I Lay Dying. L’evento è stato un crocevia tra la storia controversa della band e un futuro musicalmente potente. La serata è stata aperta senza compromessi dai messicani Deathmask, che hanno riversato sul pubblico un death metal brutale e viscerale, con chiari riferimenti a colossi sudamericani come Krisiun, Brujeria e Sepultura, preparando il terreno con un muro di suono intransigente.
Nonostante l’alta qualità della performance, la risposta del pubblico in termini di presenze è apparsa piuttosto tiepida per un nome del calibro degli As I Lay Dying. Questa affluenza ridotta è probabilmente frutto di diversi fattori: la problematica cancellazione della data di Milano, l’insolita scelta di girare con un solo supporter (anziché il classico “pacchetto” metalcore da 3 o 4 band di buon livello) e, soprattutto, il traumatico scioglimento del gruppo a pochi giorni dall’inizio del tour, avvenuto in contemporanea o in prossimità dell’uscita del nuovo disco. Tale concomitanza di eventi ha generato incertezza e disorientamento tra i fan.
Il fattore dominante sul palco è stata, infatti, la formazione quasi interamente rinnovata. L’unica figura rimasta del passato è Tim Lambesis, circondato da musicisti di alto calibro come Chris Clancy, il nuovo bassista, cantante e produttore che ha saputo ben figurare e ha garantito la perfetta riuscita dei clean vocals melodici. Nonostante il fardello emotivo delle loro vicende, la performance è stata di altissima potenza: Lambesis si è dimostrato, come sempre, una macchina: potente, inarrestabile e carismatica, con un growl e uno scream in forma vocale perfetta. La nuova band ha mostrato una precisione chirurgica inaspettata.
Il concerto ha rispettato una studiata struttura in tre atti: è partito con cinque brani estratti dalla discografia non legati all’album, per scaldare subito la folla. Il momento clou è arrivato con l’esecuzione integrale e impeccabile di Shadows Are Security. Il pubblico è esploso sui riff melodici e i breakdown di brani come “Confined” e “The Darkest Nights”, prima della chiusura con un tris di hit memorabili che ha mandato in delirio il Live Club.
In definitiva, gli As I Lay Dying hanno dimostrato di essere ancora una forza della natura sul palco, grazie alla potenza della performance e alla competenza della nuova line-up. Tim ora è da solo, circondato da session-man, e deve di nuovo ripartire da zero per ricostruire la fiducia e la base di fan. Un compito reso ancora più arduo dal fatto che deve ricostruire tutto attorno alle macerie che ha creato lui stesso con le sue azioni passate e le recenti rotture. La grande domanda che rimane nell’aria, dopo questa intensa e catartica serata, è: ce la farà di nuovo a riprendersi lo scettro di re del metalcore? Solo il tempo, le sue future scelte e la ricezione del nuovo disco potranno dirlo.
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AS I LAY DYING – La scaletta del concerto di Milano
- Blinded
- 94 Hours
- Burden
- A Greater Foundation
- Parallels
- -Shadows Are Security–
- Meaning in Tragedy (con Jam intro)
- Confined
- Losing Sight
- The Darkest Nights
- Empty Hearts
- Reflection
- Repeating Yesterday
- Through Struggle
- The Darkest Nights (versione Piano)
- Separation
- Nothing Left
- The Sound of Truth
- My Own Grave












![PETER GABRIEL [Credits: Nadav Kander]](https://www.rockon.it/wp-content/uploads/2026/10/peter-gabriel-600x337.jpg)
















