Foto di Katarina Dzolic
Ieri sera, nella cornice suggestiva del Conservatorio di Milano, il pubblico di JazzMi ha vissuto un’esperienza musicale sospesa tra tempo e spazio grazie ad Anouar Brahem, maestro tunisino dell’oud e compositore di fama mondiale. In un silenzio carico di attesa, le prime note del suo strumento hanno subito delineato un paesaggio sonoro denso di poesia, in cui le radici della tradizione araba si sono intrecciate con le libertà del jazz e la profondità della musica contemporanea.
“Da quasi quarant’anni, il maestro di oud e compositore tunisino Anouar Brahem inventa una musica che è allo stesso tempo totalmente radicata in una cultura ancestrale altamente sofisticata ed eminentemente contemporanea nella sua ambizione universalistica. Moltiplicando gli incontri interculturali e mettendo insieme universi di cui nessuno prima di lui poteva sospettare la potenziale familiarità, non ha mai smesso di sfidare la secolare tradizione musicale araba. Gli 11 album pubblicati dalla ECM records e il successo dei suoi incantati concerti lo hanno confermato come uno degli artisti più accattivanti e stimolanti nel mondo della musica strumentale di oggi.”
Accompagnato da un ensemble di musicisti eccezionali (Anja Lechner – violoncello, Django Bates – pianoforte, Mats Eilertsen – contrabbasso), Brahem ha trasformato il concerto in un dialogo continuo tra culture, strumenti e sensibilità.
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