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X-MARY – Green Tuba

Gimme five, all right. Dammi la mano e stringiamoci a corte, perché l’Italia siamo noi, l’Italia è roba nostra. Populisti del cazzo. Nazionalisti del cazzo. Io sto bene, tu stai male, poco importa. Voglio il tanga con la farfalla in evidenza. Explosion. Sempre. Voglio la rüsümada. San Colombano in alto. Papa Wojtyla e Santo Stefano. Le tre bellezze della vita siamo io, mia sorella e mio papà. Si, lo so, sei più bella tu, però anch’io ho un certo fascino. Nascosto. E dammi una sigaretta. Scusi, ha da accendere? A tavola con il principe. Comportati bene, mangia sano e lentamente, taglia bene, non strappare il cibo, non emettere suoni, stai dritto con la schiena, non toccarti i capelli, non sporcarti, porta la forchetta alla bocca e non poggiare il gomito sul tavolo. Mai. E’ da maleducati. Coglione. Una pizza in compagnia, una pizza da soli. Famme ‘na pizza c’a pummarol ‘ngopp, vedrai che il mondo poi ti sorriderà. Anzi no, voglio una capricciosa. Aspetta aspetta, ho cambiato idea. La voglio con rucola e cipolla. Leggera, croccante, ben condita, ad alta digeribilità. Maestosa. Il segreto è la cipolla rossa. Mandarini per tutti. E’ inutile che ti nascondi, ti vedo. E visto che ti trovi, porta pure i fiati. Tanti fiati. E poi sfondami tutta che sono già pronta e calda.

Gli X-Mary e “Green Tuba”. Il quinto disco, il quinto capitolo, la quinta meraviglia, la quinta essenza, la quinta storia, le cinque dita, la mano sinistra che batte il tempo, cinque fiori, l’armadio a cinque ante, il cinque maggio di Manzoni, i cinque sensi, ventuno brani, trentadue minuti. “Green Tuba” è “Abbey Road”, è l’enciclopedia Treccani più bella e completa, è la bibbia, è Gesù, è l’amplesso totale, l’antologia, è il pop (“Io amo te”) che vince su tutto e su tutti, è l’hardcore (“Tiziano Iron”) che succhia cazzi a destra e a manca con gli Os Mutantes che ballano nudi con il naso paonazzo e le guance piene di vino (“La rivista”), è il godimento totale con i Motorpsycho più fighi e psichedelici nel riff centrale di “La piazza non c’è più”, è Clint Eastwood ubriaco fradicio che spara alla cazzo di cane (“Badula”) mentre Sergio Leone s’incazza. Gli X-Mary in paradiso tra gli angeli, tra le braccia di San Colombano, tre metri sopra il cielo è una cagata pazzesca, stile la corazzata Potëmkin (Kotiomkin, per gli amici intimi). “Green Tuba”, la sintesi totale targata X-Mary. Alzatevi in piedi e gettate le sedie. Come sempre, immensi.

Francesco Diodati

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