2015 Jaune Orange
Idee grandiose travalicano dal Belgio, è Burning Pattern Etiquette, un bella tramontana di post-rock affogato nel noise per mano e suono del trio degli The K che si abbatte nei nostri ascolti, una formazione multi sonante che in dieci stilettate amplificate riempiono una autonomia di ascolto altamente caustica, abrasiva e tagliente come una lama nella carne.
Non fanno mistero di essere adepti alle grazie distorte – tra i tanti altri – di Fugazi, Pissed Jean & Co., e tantomeno si risparmiano in cervellotiche atmosfere piramidali, un sound totale concreto e frastagliato tra l’apocalittico e il sangue avvelenato, malaticcio, una tracklist che scava nel profondo nero dell’esistenza, con desolazione e pathos avvincente, a spirale.
Disco teso e nevrotico, ma di una bellezza disperata, una prova di fuoco massiva che incontra i rovi piccosi dell’alienazione e li trasforma in urla, sfogo e gridi espressivi. I belgi The K non si fanno maneggiare facilmente, la bava copiosa di Flatter me (caress me too), la malinconia pestata in Sleeper hold, il ritmo “epilettico punk” che fustiga Priggish o il black hole finale che ingoia ogni cosa nelle sue cavità effettate Pink hiss, tengono le distanze con l’ascoltatore, ma dopo due giri scoppia l’amore, e il nero si colora di ancor più nero. Ottimo!



























