NETTWERK / BERTUS
Un disco che parla di sconfitte e rinascite, di buio pesto e speranzosi bagliori: insomma, un disco che racconta la vita, “come peraltro tanti altri hanno già fatto meglio prima” direte voi.
Vero, ma il terzo album del duo inglese, nel suo piccolo, sa farlo con tale accortezza compromissoria nel dosaggio umorale di leggerezza e logorio emotivo da risultare piacevolmente equilibrato nell’alternanza di baldanzose vibrazioni pop – affezionate a Temper Trap (Never Say Never) e Of Monsters And Men (See, I’m Sorry) – e struggimento folk-cantautorale di scuola Damien Rice/Hozier (Pictures, Solid Gold).
Alla fine è bastato diversificare la grazia melodica del fu Oceans con un po’ di garbata radiofonia (Summertonic) e qualche ardita deriva glicemica (Had Enough, Made Of Love) per guadagnarsi un’agevole promozione.




























