S’intitola “Missing” il primo LP totalmente in inglese della band trentina dei Bankrobber, quartetto che, seppur ancora giovanissimo, ha già all’attivo un altro album (in italiano) e un EP. La band che prende il nome dal celebre brano dei Clash ha affinato un rock di matrice britannica convinto e piacevole mixando abilmente chitarre più grintose (“Gold”, “A Good Guy with a Gun”, “Afraid” ) a brani più ariosi e poppeggianti (“The Womanizer”, “Just have a dream” o la bellissima “Closer” uscita come primo singolo a fine 2017 e capace di vincere un riconoscimento internazionale come il “Best Alternative Rock Song” a Pasadena) fino a sperimentazioni sonore più acustiche e ombrose (“If you were here”, “Greetings from my Place”).
Un album che, a dispetto del titolo, non si fa mancare proprio nulla, lodevole dall’inizio alla fine e che pone la band a sgomitare con merito a fianco di mostri come Killers o Arctic Monkeys che fanno del rock più eclettico e mainstream un paradigma più accessibile ma non per questo banale o scontato. Un panorama mondiale quello a cui si rivolge la band dove non è facile emergere nel breve periodo che che occorre costruire con credibilità e coraggio. E “Missing” è il miglior biglietto da visita possibile.



























