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Musica

La pace interiore secondo sette artisti indie

Il 21 marzo è la giornata mondiale della pace interiore, uno stato che abbiamo cercato tutti di raggiungere, almeno una volta nella vita, e almeno una volta durante la prima quarantena, e in questa giornata si celebra questa magica sensazione in cui è tutto in equilibrio.

Per l’occasione, abbiamo chiesto a sette artisti di raccontarci questa sensazione, in musica. 

LORENZO VIZZINI

Miyazaki (L’importanza del cielo) – Thegiornalisti 
La pace interiore è un tema che mi è molto caro, tanto importante, quanto complesso e penso che ognuno la sperimenti alla sua maniera. Per me, ad esempio, è impossibile raggiungerla senza una buona dose di leggerezza e di distacco dal quotidiano. Così, nei momenti più incasinati, cerco di allontanarmi da me stesso: a volte fisicamente con un viaggio, altre – quando non è possibile – solo con i pensieri. So che mi è stata chiesta solo una canzone, ma questi due brani raccontano quello che intendo molto meglio di come sto facendo io in questo momento, quindi non aggiungo molto altro. Il primo giorno di primavera mi sembra il giorno perfetto per ascoltarle.

Lontano da me – Niccolò Fabi

SAVNKO

Carlos Primero – Opez

Personalmente, penso che la pace interiore non sia così facile da raggiungere, c’è anche da dire che non essendo tutti uguali, a qualcuno potrebbe addirittura bastare un brano. Ho scelto una canzone estratta da uno dei miei album preferiti, “Carlos Primero” (Dead Dance) di Opez. Dead dance è un album strumentale, con sonorità molto calde, piacevoli e a tratti malinconiche, perché a volte l’unico modo per rasserenarsi e trovare un po’ di pace è rimuginare nel proprio passato, tirando fuori ricordi non troppo piacevoli e realizzare che nel bene o nel male sei andato avanti e le suddette disavventure sono solo ricordi del passato.

TRIZIO

La Femme D’Argent – AIR

È ironico perché siamo in tema, con un altro duo francese che invece sta proseguendo la sua attività, a differenza dei Daft Punk. Qui ogni suono comunica pace per me, anche perché mi riporta a una volta che ho parlato con una persona molto tormentata. Eravamo su una collinetta a Fiesole, la serata live era finita e i fonici hanno proprio messo questa canzone. Quando a metà brano parte il pianoforte da solo è poesia.

DIFFERENT DNA

My Little Town – Simon & Garfunkel

Ci sono alcune canzoni che mi danno questa sensazione, ma vorrei evidenziare quella di Simon & Garfunkel – My Little Town. Riguarda l’infanzia, la tranquillità, l’amicizia e un po ‘di nostalgia. 

LESSNESS

Darkest Dreaming – David Sylvian

Celebrare la pace interiore significa celebrare un processo in continuo divenire, un instabile equilibrio emotivo e non posso non pensare a Darkest Dreaming di David Sylvian. Sonorità morbide, evocative, trascendenti la realtà. 

Esistono terre desolate, solitarie, zone buie e lunghe notti prima che il cielo si apra e tu possa giungere alla pace interiore, ad un luogo di luce. Darkest Dreaming, per me, è l’esemplificazione di questo concetto.

PONEE

Busindre Reel – Hevia

Forse perchè lo ascoltavo anni fa e di conseguenza c’è anche tutta quella parte di “viaggio” tra i ricordi, ma è uno dei pezzi che mi dà più serenità. Mi pare tra l’altro che il videoclip fosse ambientato in questi spazi enormi, aperti tra le montagne – n.b può essere che non fosse nemmeno l’ufficiale – ed è un po’ quello che mi viene in mente come immagini, tipo un infinito leopardiano o, per volare basso, infinito e basta.

SUPERNINO

Love like a sunset pt. 2 – Phoenix

“Love like a sunset, Pt.II” dei Phoenix. Una canzone che descrive con poche semplici note e parole il tramonto e che suona esattamente come un lieto fine.

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