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Interviste

La Rivoluzione di Francesco Taverna: leggi l’intervista a TAVO

Da poco è uscito, in radio e sulle piattaforme digitali, il tuo pezzo Rivoluzione. Sin da subito colpisce molto il messaggio che trasmette: forte e ricco di speranza. Ti va di parlarcene?
Ciao!
In questo periodo in cui è assente il contatto umano ho sentito l’esigenza di ricevere un abbraccio. Ci sono momenti in cui un messaggio o i social non possono sostituire le persone che vuoi accanto. Ho scritto “Rivoluzione” e mi sono rifugiato nella musica affinché la mia solitudine fosse condivisa.

In questo singolo ho attribuito alla parola “rivoluzione” il significato imperturbabilità. Di rigenerazione dopo la sconfitta, dopo il dolore.
Rivoluzione è, per me, la capacità di tornare al punto esatto di partenza come esseri immutabili. Inossidabili.

Anche il video del brano è, molto interessante, in quanto si divide tra una location teatrale e paesaggi naturali. Come mai questa scelta? E in che modo si collega al testo della canzone?
Durante il videoclip, la location teatrale si alterna a un paradiso naturale simbolo della massima libertà interiore e esteriore.
Solo affrontando quello che ci trasmette paura e che ci rende insicuri possiamo dire di sentirci veramente liberi e padroni di noi stessi. In quei pochi istanti si sta compiendo la Rivoluzione di ognuno di noi.

Proprio questo periodo storico si potrebbe definire una vera e propria rivoluzione. Per te, che fai parte di un settore in sofferenza in questo momento, cosa significa la “Rivoluzione del 2020”?
Domanda interessante, ma non facile.
Credo anzitutto che questo settore sia in sofferenza da almeno un decennio. Ovvero da quando ci sono dentro. Prima non lo so, parlo per ciò che ho vissuto personalmente anche suonando in progetti precedenti.
Il settore artistico non ha tutele, non ci sono ferie o malattia.
I locali di musica live chiudevano già da prima della pandemia.

Il COVID ha solo fatto “traboccare il vaso”.
Rivoluzione per me significherebbe “sanificare l’ambiente”, tutelarlo e garantirne i diritti in egual misura. Arte è arte, sarà astratta, non so, ma tecnici e artisti non mangiano pane “astratto” e non pagano bollette “astratte”.

Il richiamo del palco sarà indubbiamente forte e doloroso. Come stai gestendo questa assenza forzata dai live?
Nella speranza della ripresa degli eventi dal vivo ci sarà sicuramente la pubblicazione di un disco al quale stiamo lavorando da ormai due anni.

Preferisco che la pubblicazione avvenga quando riavrò la possibilità di portarlo in giro per l’Italia.

Concludiamo chiedendoti di dare un consiglio musicale ai nostri lettori? Dicci che artista stai ascoltando di più ultimamente e regalaci un paio di chicche direttamente dalla tua playlist del cuore 🙂
Sto ascoltando quello che ho scritto per fare un po’ una “caccia all’errore” e uscire con un disco che mi piaccia tanto.

Però tra una “caccia” e l’altra passano quasi sempre i Peach Pit che vi consiglio caldamente, Francesco Tricarico con “mi manchi negli occhi”, e Bersani con “harakiri”.

Grazie di cuore un abbraccio,
TAVO.

https://www.instagram.com/tavo_ufficiale/

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