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Interviste

Romanticismo, forza e nostalgia: Intervista a La Municipàl

Nel 2016 ho aggiunto il primo brano de La Municipàl nella mia playlist da universitaria malinconica e da quel momento in poi non ho semplicemente seguito i loro live, i pezzi, gli album: mi ci sono proprio affezionata. Alle canzoni e a chi le canta, le scrive, le suona e le produce. Come quando trovi quella persona che è in grado di capirti, ascoltarti e tranquillizzarti. Sarà che in comune abbiamo l’origine meridionale, sarà che conosco tutto il bene che si può volere ad un fratello, sarà che siamo poi in fondo tutti uguali quando si parla di debolezze, confusioni, amori, lotte, sogni.   

I fratelli Carmine e Isabella Tundo sono i protagonisti di questo progetto nato nel 2013: La Municipàl da allora ha pubblicato due album, un EP, aperto i concerti di grandi artisti nazionali e internazionali, vinto premi, ottenuto riconoscimenti e si è inserita nelle classifiche di Spotify più ascoltate d’Italia.

Pezzi intensi, romantici e provocatori, in Italia abbiamo sempre più bisogno di musica come questa, fatta bene, senza mezzi termini, senza paura di conoscersi e rivelarsi: anche l’ultima release, ‘Quando crollerà il governo/ Fuoriposto’, è da un lato un’autentica dichiarazione d’amore fraterno, dall’altro una risposta sincera dopo una profonda riflessione su di sé.

Quest’ultimo doppio singolo anticipa il nuovo progetto artistico della band, ‘Per resistere alle mode’, che non sarà un semplice album e non verrà mai stampato su CD; i 5 doppi singoli che lo caratterizzano saranno infatti pubblicati esclusivamente sulle piattaforme digitali e in formato vinile 45 giri e, successivamente, sarà disponibile una ‘pubblicazione speciale’ disponibile dal prossimo autunno.

A marzo sarebbe dovuto partire il tour della band con una novità: Carmine non affiancato più sul palco da Isabella, la quale però continua comunque a far parte del progetto e a registrare i pezzi in studio. Quando ho parlato con Carmine, ancora non ci era chiaro quello che di lì a poco sarebbe successo con l’entrata del Covid-19 in Italia, che ha significato da subito interruzione improvvisa e prolungata di concerti e spettacoli che ha portato quindi inevitabilmente a dover rimandare il tour programmato de La Municipàl. Chi vuole bene al gruppo, però, non si è scoraggiato, anzi, ha iniziato a condividere video, cover della band, scrivere messaggi di supporto per ricordarci che piano piano, resistendo insieme, finirà tutto quanto.

Oggi vi regalo quest’intervista per celebrare il gran bene dei fratelli Tundo, per augurare buona fortuna a questo nuovo progetto e al suo prossimo tour, per capire come ci si sente a separarsi e cosa vuol dire realmente saper resistere alle mode.

Ciao Carmine! Prima di tutto vorrei fare i complimenti al progetto, validissimo e molto apprezzato, e ai traguardi che avete raggiunto. Singoli, festival, club, dischi, premi: come ti ha cambiato o ti sta cambiando questa avventura?
“Grazie per i complimenti, in realtà non sento molto il cambiamento, faccio la mia musica e la porto in giro da 17 anni ormai, con varie band e progetti, sempre con la stessa passione, cambiano solamente la grandezza dei concerti, ma il localino vicino casa o un festival enorme per me sono la stessa bellissima cosa.”

Dopo anni passati a dividere il palco con lei, come ti senti a dover iniziare questo nuovo tour senza Isabella?
“E’ stata una costante de La Municipàl quella di non avere sempre Isa in tour, anche perché il suo percorso di vita non lo permetteva, quindi ero preparato a questo. La Municipàl è questo, è famiglia e si porta avanti tutto nonostante la lontananza, come sempre.”

Questa è più che altro una curiosità personale: affrontare l’esperienza dei tour e della sala prove con un fratello/sorella è diverso rispetto a farlo con un amico/collega? E se sì, cosa cambia davvero?
“Per noi è stato sempre un modo di passare del tempo insieme visto che negli ultimi anni abbiamo quasi sempre vissuto in parti differenti d’Italia ed il tempo passato in tour era più che altro un modo per vederci, quindi c’è sempre stato un grande equilibrio anche per questa nostra convivenza col contagocce.”

Da Lettere della provincia leccese a Quando crollerà il governo, non è mai scomparsa questa doppia posizione di accusa/ringraziamento nei confronti della provincia, particolarmente quella in cui siete cresciuti: noiosa sì, ma che ti ha aiutato a scrivere, suonare, creare e a diventare quello che sei oggi. Sono curiosa di sapere se questi anni passati in giro, vivendo altre province, altre persone, altre città, abbiano cambiato il modo di vedere e percepire quel posto.
“La cosa che mi ha sempre fatto un enorme piacere è ricevere messaggi da ogni parte sperduta d’Italia di persone che si identificavano in quel brano e lo sentivano proprio, cucito addosso, e questo mi ha fatto capire che siamo comunque uguali nelle nostre diversità, e mi ha fatto sentire meno solo.”

A proposito di Quando crollerà il governo: quanto sono collegate per te musica e politica?
“Ho sempre scritto quello che pensavo nei miei album, non mi sono mai autocensurato, soprattutto politicamente, poi mi piace dire le cose in una maniera pungente, spesso al primo ascolto non traspare veramente quello che voglio dire, ma credo che un cantautore sia una spugna del periodo in cui vive e abbia il dovere/diritto di dover dire la propria, soprattutto in un momento politico italiano non roseo come quello in cui viviamo.”

E quindi Resistere alle mode: come e perché?
“Per resistere alle mode è la naturale evoluzione di Bellissimi difetti: il percorso interiore di accettazione di se stessi mi ha portato alla consapevolezza di essere sempre stato fuori moda, fuori posto, ma questo mi fa stare bene, magari quando sei più piccolo soffri alcune cose, non le capisci, ma poi cresci e capisci che la diversità è una delle nostre più grandi fonti di ricchezza.”

Dopo Quando crollerà il governo/ Fuoriposto, Per resistere alle mode sarà caratterizzato dalla pubblicazione di altri doppi singoli: perché preferire questa forma rispetto al classico singolo?
“Per dare il giusto peso ad ogni canzone, l’idea parte dal voler pubblicare di ogni singolo un 45 giri e il concetto di “regalare uno spazio fisico” ad ogni canzone è il perno della mia idea di musica, le canzoni prima di tutto, le puoi in questo modo toccare, vedere, ancora di più, un brano su un lato, uno su un altro, semplice ma romantico.”

Il nuovo progetto poi, oltre che digitalmente, sarà reso disponibile in formato vinile 45 giri che farà emergere lucidamente contrasti e legami tra lato A e lato B (che conterranno appunto i doppi singoli di cui parlavamo). Com’è nata la scelta di non stamparlo su cd?
“Se potessi stampare le mie canzoni su tronchi di legno lo farei :). Preferisco il formato vinile, per ridare il giusto spazio alla musica, deve venire sempre prima della mia faccia, il cd è un formato che non ho mai sentito molto mio, anche perché si è sempre potuto masterizzare (e abbiamo tutti masterizzato sempre e tanto) e quindi credo che un formato più “eterno” e ingombrante come quello del vinile si sposi meglio con la mia idea di musica. C’è comunque lo streaming disponibile per tutti.”

Quest’estate vi ho visti in giro per la Campania più volte ed è stata sempre un’emozione. Che cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo tour?
“Avrà una nuova formazione, in ogni tour mi piace coinvolgere musicisti e amici del circuito musicale leccese, per avere sempre nuovi stimoli, sarà divertente!”

Ultima domanda: qual è il ricordo più bello che Carmine conserva di questo lungo viaggio con Isabella, quel momento in cui proprio non ti sei sentito Fuoriposto?
“Ci sono stati tanti momenti stupendi, sicuramente suonare a “casa” in provincia di Lecce è sempre stato un qualcosa di magico per noi, è sempre stata tutta un’altra storia, ma ho un ricordo bellissimo dell’ultima data del Bellissimi Difetti tour al Cous Cous Festival, a San Vito Lo Capo in Sicilia, il panorama era mozzafiato e c’era una sorta di malinconia e tristezza, l’ultima data con Isa, è stato il concerto più sentito che abbiamo fatto, abbiamo veramente suonato bene, un bel ricordo.”

Marika Falcone

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