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Intervista ai FRED GETS LOST: dentro le atmosfere notturne di “D. Can You See My Eyes?”

Il duo composto da Francesco Mazzali e Diego Bergantini ci racconta il nuovo singolo “D. Can You See My Eyes?”, una traccia notturna e malinconica che anticipa l’album d’esordio: «Alcune emozioni hanno bisogno di spazio e di tempo prima di essere spiegate».

Con “D. Can You See My Eyes?”, i Fred Gets Lost aggiungono un nuovo tassello al percorso che li porterà al loro album d’esordio. Nato in Lunigiana, il progetto guidato da Francesco Mazzali e Diego Bergantini mescola elettronica, scrittura e ricerca sonora, costruendo un racconto che prende forma un capitolo alla volta.

Abbiamo parlato con loro del nuovo singolo, delle sue atmosfere e dei prossimi passi della band.

È uscito “D. Can You See My Eyes?” e una delle cose che colpisce di più è quel senso di malinconia che rimane addosso anche dopo il pezzo: quando lo avete chiuso vi siete resi conto subito di aver trovato qualcosa di importante?

Sì, in un certo senso ce ne siamo accorti abbastanza presto. Non perché pensassimo di aver scritto qualcosa di speciale, ma perché il brano continuava a restituirci delle sensazioni anche dopo aver smesso di suonarlo. È una canzone che continua a fare domande invece che dare risposte, e alla fine lascia per forza con la sensazione che ci sia qualcosa ancora in sospeso.

In “Can You See My Eyes?” si parla di qualcuno che continua a esistere nella testa del protagonista anche quando la realtà racconta altro: secondo voi è più doloroso perdere una persona o perdere l’idea che ci si era fatti di lei?

Quando perdi una persona, prima o poi la realtà ti costringe a fare i conti con l’assenza, ma quando perdi un’immagine che ti eri costruito, invece, devi accettare che qualcosa che sembrava reale forse non è mai esistito davvero: ti trovi a mettere in discussione anche tutto quello che è stato. È un dolore più ambiguo, perché riguarda anche una parte di te stesso.

Adesso che sono usciti i vostri primi due singoli, vi fa strano vedere le persone entrare pian piano nel vostro mondo oppure era una cosa che aspettavate da tempo?

Un po’ entrambe le cose. Da una parte aspettavamo da tempo il momento di pubblicare questa musica, perché ci lavoriamo da molto. Dall’altra fa comunque un certo effetto vedere qualcuno entrare in contatto con canzoni che fino a poco tempo fa esistevano soltanto tra di noi. È una sensazione bella perché ogni ascoltatore finisce per trovare significati che magari noi stessi non avevamo previsto.

Ascoltando il nuovo pezzo si ha quasi la sensazione di stare dentro un film notturno: ci sono immagini, scene o momenti precisi che avevate in mente mentre lo stavate costruendo?

Più che immagini precise, avevamo in mente una sensazione: quella di camminare da soli dopo aver capito qualcosa che non avremmo voluto capire. Il brano nasce molto da quello stato mentale in cui continui a ripensare a una persona cercando di distinguere ciò che è successo davvero da ciò che hai immaginato.

Una cosa interessante del vostro progetto è che non sembra avere fretta di spiegarsi subito: oggi, in un periodo in cui tutto deve essere immediato, è una scelta voluta?

Abbiamo cercato un equilibrio per non essere troppo espliciti senza però essere criptici. Crediamo che alcune emozioni abbiano bisogno di spazio e di tempo per sedimentare. Ci interessa di più creare un’atmosfera in cui l’ascoltatore possa entrare e trovare qualcosa di personale, piuttosto che spiegare tutto in modo esplicito fin dal primo ascolto. Capire qualcosa immediatamente è appagante per i primi cinque secondi. 

Essere in sei significa anche avere sei teste diverse: in studio o durante le prove finite più spesso a gasarvi a vicenda o a discutere per difendere un’idea?

In realtà dietro la scrittura e il lavoro di produzione in studio siamo solo noi due: Francesco e Diego. La band con i nostri fenomenali musicisti è per presentare in live quello che per noi due è esistito solo in studio. Durante le prove ci possono essere idee diverse ma fa parte del processo, d’altronde è quasi un lavoro di reinterpretazione.

Che estate sarà per i Fred Gets Lost? Avete in programma nuova musica, concerti o qualche sorpresa?

Sarà un’estate molto attiva. Abbiamo voglia di portare questi brani dal vivo il più possibile. Ci saranno altre uscite nei prossimi mesi e qualche novità che preferiamo non svelare ancora. Siamo all’inizio del percorso e la sensazione è che il nostro mondo stia prendendo forma un pezzo alla volta.

www.instagram.com/fred.getslost/

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