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Intervista agli A TOYS ORCHESTRA: il tour si chiude a Bologna con una festa in famiglia

Il 3 ottobre gli A Toys Orchestra chiuderanno il loro tour 2025 con un evento speciale sul palco dell’Estragon Club di Bologna: una serata unica arricchita da violini, violoncelli, trombe e cori.

La band, tra i nomi più significativi del rock italiano del nuovo millennio fin dal debutto con Job (2001), vanta centinaia di concerti in Italia e all’estero e collaborazioni che spaziano dal cinema alla televisione, comprese le colonne sonore e l’esperienza come resident band nel programma Volo in diretta (Rai3).

Dopo sei anni di silenzio discografico, lo scorso 25 gennaio il gruppo è tornato con il singolo Life Starts Tomorrow, seguito il 27 giugno dalla raccolta Home Recordings: Demos, Outtakes & Covers 2003 – 2023.

Bologna è la vostra casa artistica: che emozioni si provano a chiudere proprio qui, davanti a chi vi ha visti crescere?

Bologna è il luogo che ci ha fatto crescere e che ci ha dato le possibilità di esprimerci e concretizzare i nostri progetti, il posto dove abbiamo stretto amicizie e relazioni umane e professionali. Quel posto che senza troppe difficoltà oggi chiamiamo casa. Non è casuale infatti che l’evento si chiamerà “Take me Home”. Per noi suonare qui è farlo per la nostra famiglia, ma ancor più con la nostra famiglia.

Com’è nata l’idea di arricchire il vostro spettacolo con una sezione di fiati?

I fiati sono stati una parte centrale degli arrangiamenti in questo ultimo disco. Ho conosciuto dei ragazzi fantastici al tempo che sono entrati nelle canzoni con una personalità tale da renderli parte integrante del progetto. Non sono semplicemente degli arrangiatori, ma hanno partecipato attivamente alla scrittura conferendo carattere ed estro che hanno definito la natura delle canzoni. Era imprescindibile in questo tipo di evento averli con noi. 

La scaletta di un concerto “di casa” ha un peso diverso: ci sarà qualche sorpresa o momento speciale pensato solo per Bologna?

Beh, di sicuro per sua natura è un concerto unico, e al momento direi anche che non avrà repliche. Abbiamo suonato qualche volta in passato con qualche innesto di fiati o archi, ma mai con una intera sezione da orchestra e un coro. Saremo più di venti persone sul palco. Torneranno con noi in formazione anche vecchi amici, ci saranno Rodrigo d’Erasmo e Julian Zyklus. Non sarà una kermesse, ma una festa tra amici.

Guardando indietro a questo tour, qual è stato il ricordo più forte o inatteso che porterete con voi?

Questo tour è stato una gioia. Abbiamo ritrovato il palco dopo tanti anni di assenza, abbiamo rivisto la nostra gente e ne asbbiamo incontrato di nuova. Personalmente venivo da un periodo difficile, dove per anni non ho avuto alcuna intenzione di tornare a fare tutto questo. Grazie a questo disco e questo tour ho ritrovato anche un me stesso che pensavo di aver abbandonato per sempre.

“Torniamo a casa” suona come una chiusura ma può essere anche il luogo da cui ripartire per un nuovo inizio: cosa dobbiamo aspettarci dopo questo gran finale? Una pausa, un nuovo disco o un altro tour?

Al momento non lo sappiamo neanche noi. Mi tengo stretto le persone che mi sono state vicino, quelle che oggi sono miei fratelli e sorelle e che non ho certo intenzione di lasciare andare quando la musica si fermerà. Non lo so cosa faremo, come o quando torneremo a fare progetti. So che oggi ho delle presenze quotidiane nella mia vita che mi “costringono” ad essere attivo. Qualcosa succederà, ma non ho idea di cosa sarà e quando.

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