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Interviste

Intervista ad AMANDA MABET

Esce il 28 febbraio “Satura”, disco d’esordio degli Amanda Mabet. Per l’occasione abbiamo intervistato il poliedrico Lorenzo “Lotus” Catinella, mente del progetto, per capire meglio il suo percorso che l’ha portato fino a questo suo nuovo progetto in studio.

D: Chi è Amanda Mabet?
R: Non è una persona ma semmai un modo di porsi, di osservare senza giudicare, di avvicinarsi con empatia alle più nobili debolezze umane.

D: Chi è invece Lorenzo “Lotus” Catinella”?
R: È un musicista che ha la fortuna di poter scrivere canzoni, condividerle e godere della bellezza di una vita fatta di amore e musica, di aver suonato tanto e su palchi importanti, di avere (grazie alla musica e alle persone che hanno creduto in lui) girato il mondo, suonando e imparando la forza intrinseca che esiste nello scambio emozionale tra chi suona e chi ascolta!!!

D: Da dove nasce lo pseudonimo “Lotus”?
R: Una complessa evoluzione “gergale”. Un soprannome donatomi da un amico che senza esserne cosciente indicava in “Lotus” una rotta da seguire. Una personale “terra santa” dove trovare un equilibrio tra “pancia” e “testa”… tra “carne” e “anima”.

D: Presentaci gli altri membri del progetto.
R: Gli Amanda Mabet sono un quartetto composto da tre musicisti e una direttrice artistica. Ci sono (oltre a me) Ermanno Fabbri, Daniele “Des” Rinaldi, Cristina De Pinto. Io scrivo testi e melodie, poi con Erman decidiamo le strutture, troviamo riff, suoni e parti per chitarre e bassi; Des è il dub master, con lui facciamo ricerca su effetti e programmazione sulle parti elettroniche; Cristina ci guida nella ricerca e nella messa a fuoco!!! Erman è un talentuoso chitarrista e amico, praticamente un fratello per me. Des è il “piccolo” della band, ottimo realizzatore di setup elettronici e ottimo dub master!!! Cristina è la forza riassuntiva, la visione laica ed emancipata degli Amanda, colei che ci spinge a trovare sintesi ed energia!!! Solitamente chi non suona e non sale sul palco non viene considerato un membro della band. Ma noi siamo assolutamente atipici, e ci piace così!!!

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D: Se dovessi descrivere la musica degli Amanda Mabet che parole useresti?
R: Facciamo musica umana, piena di luce, ma anche introspettiva e nera.

D: C’è qualche artista o genere musicale a cui vi ispirate principalmente?
R: No, nessuno in particolare. Amiamo tutti i gruppi e musicisti di cui non sono state colte immediatamente le potenzialità ma che oggi consideriamo fondamentali. In Italia i Matia Bazar fino alla presenza di Carlo Marrale e Antonella Ruggiero; nel resto del mondo l’elenco è davvero lungo. Alcuni punti di contatto tra di noi (ascolti, influenze) sono sicuramente Depeche Mode, Duft Punk, Massive Attack, Rage Against the Machine, Skunk Anansie, per citare i più famosi. Ma, come dire, non è che poi ce li ritrovi moltissimo nel nostro modo di scrivere e produrre musica. Ci danno grandissime emozioni che noi umilmente cerchiamo di veicolare a seconda degli stati d’animo e dei temi che trattiamo. Definiamoli “il cielo sotto il quale amiamo rimanere incantati” nella speranza che forse, un giorno… sognare è ancora gratuito in questo paese…………. o forse no????

D: Di cosa parlano i testi degli Amanda Mabet?
R: In generale della forza che deriva dall’amore per la vita e di conseguenza di tutto ciò che il vivere in questa nostra perduta e maltrattata nazione ci costringe a guardare da vicino… talvolta a mal sopportare!!!

D: Lorenzo, tu hai sempre frequentato l’ambiente musicale, collaborando e conoscendo un sacco di artisti: c’è qualche aneddoto in particolare legato a qualche personaggio che ti piacerebbe ricordare con noi?
R: Sono tanti, troppi: rischierei di tediare i vostri lettori. Vi racconto quali sono i ricordi più forti, le emozioni più grandi. Sicuramente una jam notturna in studio con tre dei Ganjamama, io, Fabry (mio fratello) e Ganje rispettivamente chitarra, basso e piano; alla batteria Saturnino (bassista di Jovanotti). Ricordo che il basso che usava Fabry era un Fender Jazz pazzesco di una annata importantissima che adesso non mi sovviene, e l’immagine di Saturnino che presta (senza mai averci parlato prima) a mio fratello questo basso elettrico regalatogli da Lorenzo… e il ricordo questi pezzoni funk suonati fino alle 3 del mattino, tutto improvvisato, tutto sorrisi e gioia… FANTASTICI TUTTI!!! Anche i 20 giorni trascorsi a suonare in Brasile per scopi umanitari (sempre coi Ganjamama) sono stati un sogno!!! Ancora, il Senegal a Dakar durante il Fesman, festival dell’arte nera, in cartellone con artisti giganteschi. E poi Francia, Germania, Austria, Grecia, Tunisia, Spagna… insomma, tanti concerti, tanti volti, tante belle sensazioni!!!

D: Parlaci invece dei tuoi tanti progetti, dagli esordi fino ad oggi.
R: Ho cominciato nel 1994 al Jungle Sound Station e nell’arco degli anni ho lavorato e collaborato alla pubblicazione di una cinquantina di dischi tra EP, colonne sonore e album completi. Tra i più gratificanti per me, in ordine sparso, Roberta Carrieri, Sun Sooley, Plunk Extend, Flavio Pirini, Zuena, Valentina Sofio, Toxic Tuna, GanjaMama, Teka-P.

D: Progetti attuali e futuri?
R: Attualmente sto lavorando insieme alla sopracitata banda di pazzi che corrisponde al nome di Amanda Mabet. Usciremo con “Satura”, il nostro disco d’esordio che pubblicheremo entro i primi di marzo: 10 canzoni, 10 piccoli universi per un album che rispecchia profondamente il nostro modo di reagire alle meraviglie e alle cose orrende che succedono in questo mondo FOLLE!!! Il primo estratto (che verrà accompagnato da un video) si intitola “Origami” e anticiperà l’uscita del disco di una quindicina di giorni circa. Non mi resta che consigliare ai vostri lettori di metterci alla prova. Ascoltateci, sul web e dal vivo: siamo certi che rimarrete felicemente sorpresi!!!

Un saluto a tutti i lettori
Lotus per AMANDA MABET!!!

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