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Musica

IL PARADISO DEGLI ORCHI: ascolta in streaming il nuovo album “Il corponauta”

Il Paradiso degli Orchi è una giovane band di Brescia attiva dal 2010. Il loro genere è un crossover di diverse influenze; prog rock, psichdelia, pop, indie, atmosfere cantautorali, profumi etnici, elettronica…. Hanno esordito nel 2011 con un’album che porta il nome del gruppo e nel 2014 hanno cominciato a lavorare su un progetto particolare e coraggioso.

Nel periodo citato la band è entrata in contatto con il musicista e produttore Fabio Zuffanti (nume tutelare del nuovo prog italiano) che, affascinato dal progetto, ha lavorato a stretto contatto con i musicisti per aiutarli a sgrossare le moltissime idee, definire le canzoni, scegliere i giusti suoni, fermare il tutto su nastro al meglio. Il risultato di tutto ciò è “Il Corponauta”.

L’album è un concept ispirato dal libro omonimo di Flavio Emer.
Flavio (purtroppo mancato nel 2015) era nato con la distrofia muscolare ma, grazie a un computer chiamato Obi-Wan Kenobi, era riuscito a trasformare la sua disabilità in comunicazione. La sua capacità di vivere la fantasia, in un’infermità fisica ma non mentale, lo aveva portato non solo a scrivere libri ma anche a collaborare con il Corriere della Sera. “Il Corponauta” racconta (secondo le parole del suo autore) “…la storia di un pensiero che scende da un altro pianeta ed entra in un corpo, come un giornalista, e lì scoprirà che, nonostante lo spirito voglia andarsene lontano dai limiti, alla fine ha avrà di questo sgangherato corpo per poter produrre qualcosa che si possa trasmettere alle altre persone.”

Il Paradiso degli Orchi ha magistralmente trasferito in musica e parole il messaggio di Emer in un qualcosa che non teme barriere. A volte l’amore per gli Yes esce fuori prepotente, altre volte sembra di assistere a una jam tra i King Crimson e i Perturbazione, altre siamo condotti in danze che sfiorano i Jethro Tull, i Flamig Lips, i Muse e gli Ozric Tentacles. Queste però sono solo sensazioni, spesso infatti è assai difficile fare un reale confronto tra il PdO e altri artisti perché il gruppo bresciano è realmente unico e originale in questi 79 cangianti minuti di musica e sensibilità.

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