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“The Bitter Truth”: il nuovo album degli EVANESCENCE raccontato da Amy Lee

A dieci anni di distanza dall’ultimo disco di inediti, gli Evanescence tornano con il nuovo album “The Bitter Truth in uscita il 26 marzo 2021 per Sony Music. 

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Compra i biglietti per il concerto del 9 settembre 2021 al Forum di Assago (Milano) con Within Temptation > http://bit.ly/evanescence2021

I primi quattro singoli estratti sono  “Wasted On You”, “The Game Is Over”, “Use My Voice” e “Yeah Right” a cui il 5 marzo si è andato ad aggiungere “Better Without You”

Segnano il ritorno della band verso lidi più metal dopo l’esperienza sicuramente ambiziosa di “Synthesis”: album e conseguente tour mondiale che risalgono al 2017 e hanno coinvolto un’intera orchestra nella rivisitazione dei brani più famosi della discografia del gruppo. Probabilmente un sogno che finalmente è potuto uscire dal cassetto per Amy Lee, cantante, pianista e immagine stessa della band fin dal debutto nel 2003 con l’album Fallen.

Dominato dalla presenza di chitarre e atmosfere epiche, The Bitter Truth è una raccolta di tracce che si ispirano alle realtà spesso amare di questo XXI secolo e dell’ultimo anno in particolare. La stessa Amy Lee ci racconta, in un incontro pensato appositamente per presentare l’album alla stampa (su Zoom, ovviamente), che il periodo difficile che stiamo attraversando ha sicuramente influito sulla sua realizzazione e soprattutto sulla sua scrittura. In un certo senso, è stata costretta ad affrontare certi temi e ad andare più in profondità per quanto riguarda certe questioni personali: “Mi sono resa conto che dovevo farlo, per me ma anche per i nostri fan. Affrontare qualcosa di difficile per creare, in questo caso, della musica, delle canzoni, che possano aiutare gli altri rende tutto più facile” 

Amy siede in uno studio immacolato, un luogo che sembra davvero molto tranquillo. Qualche peluche colorato qui e là: “Prima di tutto si è trattato di fare il punto della situazione: quali sono i nostri gusti ora? Che cosa vogliamo fare? Siamo persone completamente diverse rispetto a dieci anni fa!” 

La logistica, come potete ben immaginare, è stata un po’ più complicata da gestire. Il chitarrista Troy McLawhorn interviene a gamba tesa, anche lui dal suo studio, indossando un gigantesco sombrero rosso: “Registrare un album in questo modo, divisi, è stato nuovo e diverso. Non ci potevamo incontrare, alcuni di noi non abitano così vicini. Gli spostamenti erano comunque limitati a certe aree. Poi c’erano i test da fare. Insomma, forse per Amy è stato un po’ più difficile lavorare da sola alle parti che le mandavamo. Il tour europeo e la data in Giappone sono saltati, quindi poi i tempi sono cambiati. Però le nostre famiglie sono state fondamentali. Alcuni si sono impegnati a girare i video (per esempio per la performance di “Use My Voice”) e altri ci hanno aiutato con i cori di certi brani” 

Per quanto riguarda i contenuti dell’album, beh, Amy ci si è buttata anima e corpo: “Il lockdown ci ha costretti a fare i conti con tutte le cose che proviamo a ignorare per via di tutte le distrazioni che possiamo avere quando conduciamo una vita normale. Per me si è trattato di fare i conti con il lutto per la perdita di mio fratello (il brano “Far From Heaven” ne è la dimostrazione), ma anche con tante altre cose che sto sperimentando per la prima volta. La vita da mamma e tutto quello che comporta. Attraverso mio figlio sto rivivendo tantissime cose della mia infanzia e adolescenza. Quando si è giovani si ha sempre molta fretta di crescere e di andare avanti e si tende a perdere per strada momenti che invece sono importanti.”

Alla produzione torna Nick Raskulinecz, come per il loro album omonimo del 2011: “Lavorare con Nick è fantastico, perché non è quel tipo di produttore che lavora in un solo modo, che ha un certo tipo di sound. Prima di tutto è un fan. Ti vuole conoscere bene e vuole tirare fuori il meglio da te. Di lui ci si può fidare completamente!”

La pandemia ha influito anche sulla scelta dei singoli: “Sono stati scelti anche per il messaggio che volevamo dare. Di solito vengono scelti secondo criteri radiofonici, ma questa volta era molto più importante il messaggio, che fosse più profondo.”

Quando le viene chiesto che cosa farà all’uscita dell’album risponde: Beh, sicuramente andrò a leggere che cosa ne pensa la gente su Twitter! È l’unica cosa che mi rimane, dato che non posso avere il ruggito della folla!” 

In chiusura si parla anche della presenza sempre più numerosa di donne nella scena alternative, cosa che non era assolutamente la normalità fino a dieci o quindici anni fa: “Per me si tratta soprattutto di sostenersi a vicenda, supportare le donne che hanno meno visibilità di te nella scena. Non esiste più un numero limitato di posti per un gruppo con una leader donna. Sono finiti quei tempi. È arrivata l’epoca della diversità e ne sono felicissima, anche perché spesso quando sono bloccata per quanto riguarda un pezzo o un coro la sensibilità di un’altra donna, artista, collaboratrice si rivela fondamentale!”

Quindi cos’è per gli Evanescence “The Bitter Truth”?: “La nostra “verità” è che non c’è tempo da perdere e l’ultimo anno ce l’ha insegnato.  La vita è breve e il tempo è prezioso. Dobbiamo anche avere il coraggio di sistemare le cose che non vanno, prenderne coscienza e agire, perché altrimenti non si sistemeranno da sole”.

C’è stato tempo anche per un momentino da lacrimuccia mentre si parlava del sollievo di tornare a suonare insieme post-lockdown e dell’importanza dei fan e del contatto con il pubblico: “Ricordo un live ad Atene dei primi anni, in un anfiteatro antichissimo. Durante l’esecuzione di “My Immortal” chiudo gli occhi per un attimo e quando li riapro mi trovo davanti un mare di flash, anche di tutti quelli che non erano riusciti a entrare e si erano arrampicati come potevano. Il pubblico cantava così forte che a malapena riuscivo a sentirmi. In quel momento mi sono resa conto che tutto era cambiato, la canzone non era più mia, era diventata della collettività. Era una cosa più grande di noi. Oddio, mi emoziono soltanto a parlarne!”

Eh. Sospirone. 

In attesa dell’arrivo del 26 marzo è possibile pre-ordinare il disco, disponibile in versione digitale, CD, doppio vinile e nella speciale versione Limited Edition Deluxe contenente un CD, una rivista, un poster e una musicassetta con esclusivi contenuti audio del making of di “The Bitter Truth” direttamente dal sito della band. 

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Anello di congiunzione tra le Spice Girls e Burzum fin dal 1988

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