Volevo sposare Nick Carter: i BACKSTREET BOYS a Milano, 20 anni dopo

Articolo di Chiara Amendola | Foto di Claudia Mazza

Ammetto che il cinismo che mi contraddistingue poco si addice a ciò che sto per raccontare, e probabilmente da questo momento molte persone avranno una considerazione diversa di me.

In mia difesa posso solo dire che la coerenza è un concetto che non mi è mai appartenuto del tutto.

La mia relazione platonica con i Backstreet Boys (d’ora in poi BSB) ha inizio circa 22 anni fa, quando il wiifi era ancora un’utopia e la musica “legale” un bene di lusso.

Dunque è facile capire il disagio quando arrivo al forum di Assago nei panni di una donna prossima alla menopausa.

Davanti agli occhi mi ritrovo un esercito di Amazzoni di mezza età, con un oscuro passato da vivaci ragazzine isteriche, per cui i BSB rappresentano una via di fuga, eticamente plausibile, da una routine decisamente più deludente del previsto. E io rientro a pennello in questo collettivo.

L’attesa pre show è riscaldata da un dj che propone hits anni 90 giusto per preparare la platea a ciò che sta per accadere. Come se tutto non fosse già pericolosamente ad alta tensione.

I BSB entrano sul palco sicuramente in maniera meno scenica rispetto a quando li ho visti la prima volta nel giugno del 1999: all’epoca vennero giù dal cielo a bordo di skate spaziali, oggi usano una comune scala facendosi intravedere dalle fan nel parterre.
Mal di schiena, artrosi e disfunzioni della prostata sono solo alcuni dei motivi che hanno l’imitato l’ingresso spettacolare, immagino.

Il palco fa comunque la sua porca figura e l’intro che accompagna la band è un mash up ben riuscito di tutti i successi più attesi della serata.

Incredibilmente il concerto si apre con uno dei pezzi che i ragazzi non hanno mai proposto dal vivo, né pubblicato come singolo, targato 1995, “I wanna be with you” una sorpresa che sovreccita da subito la folla affamata del loro repertorio.
L’ultima fatica discografia, DNA, resta infatti relegata a dei piccoli intermezzi solista e a giusto tre pezzi cantanti per intero. Tutto lo show è un revival dei tempi che furono, per i presenti e per lo stesso quintetto, cresciuto negli anni insieme alle fan, raccogliendo croci e delizie di una vita a cavallo tra i due secoli.

I segni del tempo sono abbastanza evidenti: Kevin canta giusto tre ritornelli durante tutto lo show, a Brian vengono tolti gli acuti, Howie invece è sempre l’emarginato, quindi la sua presenza si percepisce a malapena, Nick e AJ reggono tutta la performance, il primo per essere l’unico a non aver attraversato la soglia degli “anta”, il secondo perché è sempre stato il solo a possedere delle discrete capacità vocali.

C’è un’atmosfera catartica, non riesco a capire se lo spettacolo faccia più bene alle fan o alla band stessa. Si tratta di una dimensione sospesa tra spazio e tempo che cura un po’ le ferite dell’anima, attraverso una sana spensieratezza.

Mi rendo conto che tutto ciò non è minimamente paragonabile agli Strokes o agli Arcade Fire, ma quello che succede intorno mi diverte e mi deprime meno del solito.
Anche quando mi ritrovo a intonare ritornelli banali e sdolcinati la mia mente non vola verso pensieri autolesionisti, piuttosto si rifugia in universi lontani fatti di pura ingenuità e totale distacco con la realtà.

In questo climax di emozioni anche le fan trovano il modo di ringraziare la band, durante “Shape of my heart” ed “Incomplete” (gli unici pezzi che mi fanno venire la nausea) inscenano una coreografia saggiamente organizzata nei minimi dettagli e resa possibile attraverso una distribuzione accanita di materiali all’uscita della metropolitana.

A metà dello show arrivano i pezzi più attesi, quelli che fanno perdere ossigeno ai polmoni, quelli che per un attimo ci hanno fatto sperare di sposare Nick Carter.

Da “Quit playing games with my heart” fino a “Everybody” è un susseguirsi di BSBmania con acuti e cori incessanti.
“I want it that way” arriva senza nessun preavviso, animando sorrisi e regalando qualche lacrima.

Mentre canto fino a provocarmi un’irritazione all’esofago, rifletto sui testi delle loro canzoni e sul fenomeno stesso.
Credo che l’unica grande vera colpa dei BSB sia forse quella di aver trasmesso alla mia generazione un malsano romanticismo che ha creato enormi aspettative, naturalmente tutte deluse.

Frasi come “I’ll never break your heart” o “My love is all I have to give”, sono chiaramente affermazioni concepite da una donna o un omosessuale, nessun etero ha mai parlato questa lingua, né lo farà fino al giorno del giudizio.

Dunque vada per le coreografie goffe, per le voci calanti, per i retroscena trash delle improbabili carriere soliste, ma c’è una cosa che non potrò mai perdonare ai miei idoli d’infanzie, la costruzione di un falso immaginario oltre il concepibile.

Scarico le mie ultime energie su “Larger than life” e piena di adrenalina corro a prendere l’ultimo treno come se avessi un coprifuoco da rispettare, ma nessuno mi aspetta a casa. Mi sento a tratti ridicola nella mia gonna svolazzante e le sneakers, ma questa sera mi sembra di trasgredire più del solito e la sensazione è inappagabile.

Clicca qui per vedere le foto dei Backstreet Boys a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

Backstreet Boys

Backstreet Boys– La setlist del concerto di Milano

Everyone @Info[as an intro]
I Wanna Be With You
The Call
Don’t Want You Back
Nobody Else @Info[Brian Solo]
New Love
Get Down (You’re the One for Me)
Chateau @Info[Howie Solo]
Show Me the Meaning of Being Lonely
Incomplete
Undone
More Than That
The Way It Was @Info[Nick Solo]
Chances
Shape of My Heart
Drowning
Passionate @Info[AJ and Kevin Solo]
Quit Playing Games (With My Heart)
As Long as You Love Me
No Place
Breathe
Don’t Wanna Lose You Now
I’ll Never Break Your Heart
All I Have to Give
Everybody (Backstreet’s Back)
We’ve Got It Goin’ On
It’s Gotta Be You
That’s the Way I Like It
Get Another Boyfriend
The One
I Want It That Way
_ _ _ _

Don’t Go Breaking My Heart
Larger Than Life

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.