The DARKNESS: reportage, foto e scaletta del concerto di Roma

Con un tour in tre date, i The Darkness fanno il loro ritorno in Italia. Personalmente avevo già avuto modo di seguire live la band dei fratelli Hawkins, ma ammetto che nel 2015 al Pistoia Blues Festival la mia attenzione si concentrò sui colossi dell’heavy metal, i Black Label Society di Zakk Wylde.

La tappa romana di questo “Tour de Prance” vede l’Orion Live Club di Ciampino come location prescelta, ed è l’occasione per i britannici di presentare dal vivo “Pinewood Smile”, ultimo lavoro discografico della band uscito lo scorso ottobre.
Sebbene non abbia ricevuto molte critiche positive, “Pinewood Smile” è un album che contiene brani che ben si amalgamano alle hit del passato, quei successi rock danzerecci ai quali i Darkness ci hanno abituati sin dai loro esordi.

Presenti alla serata tantissimi appartenenti al Fan Club ufficiale italiano, in trepida attesa di assistere al concerto di Justin e dei suoi. E le aspettative vengono presto soddisfatte: in una città dove nulla è puntuale, rispettando rigorosamente la timeline alle 21.30 i The Darkness salgono sul palco e danno il via ad uno spettacolo che si rivelerà piacevolmente intenso.

Il concerto inizia con ‘Open Fire’, tratta da “Last Of Our Kind” (2015) ed una prima botta d’adrenalina arriva con ‘Love Is Only a Feeling’, brano che quest’anno ha compiuto già 14 anni.
La band sul palco è carica e in più di un’occasione tra un pezzo e l’altro Justin chiacchiera col pubblico.

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17- The Darkness © Emanuela Vh Bonetti -091117

Ride e scherza, ruba qualche cellulare per farsi dei selfie per poi riprendere a cantare e a suonare, ricaricato forse dall’affetto e dal calore di un pubblico che lo segue e risponde ad ogni suo gesto.
Proprio durante ‘One Way Ticket’ Justin fa salire sul palco Thomas, un ragazzo del pubblico, e gli affida l’esecuzione delle sue parti di chitarra mentre lui si limita a cantare ed intrattenere i presenti.
Il pubblico è in delirio, c’è chi balla e chi poga – di sicuro, tutti cantano con le mani alzate e gli occhi fissi sul palco.
Le tutine succinte e luccicanti fanno parte della coreografia scenica, ma il fulcro delle esibizioni è sempre e solo lui, Justin Hawkins.
Non è questione di tecnica, di quanto lui e la band siano bravi a suonare (e lo sono, davvero): è solamente questione di carisma.

L’energia che i Darkness sprigionano sul palco è coinvolgente, c’è poco da fare.
Il loro sound può piacere come no, ciò non toglie che dal vivo i quattro siano dei veri intrattenitori in grado di far divertire il proprio pubblico.
I momenti durante i quali Justin si diletta in spaccate e verticali rappresentano solo una minima parte di quanto, in realtà, lui ami essere il centro dello show, uno show che brano dopo brano non perde un colpo ma alza sempre più l’asticella del coinvolgimento.
Con molta fluidità la serata scorre tra ‘All The Pretty Girls’, ‘Friday Night’ ed ‘Every Inch Of You’.
Una breve pausa fa presagire la fine del concerto, che termina dopo l’encore segnato da ‘Japanese Prisoner Of Love’ e la tanto attesa ‘I Believe In A Thing Called Love’ – non credo serva raccontare l’entusiasmo generale quando si arriva al versetto «Touching you, touching me / Touching you, God you’re touching me».
E sì, credendo davvero in quella cosa chiamata amore, esattamente come i Darkness, non resta altro da fare se non attenderli nuovamente per altre serate divertenti ed emozionanti.

The DARKNESS – scaletta concerto di Roma – 9 Novembre 2017

Open Fire
Love Is Only a Feeling
Southern Trains
Black Shuck
Buccaneers of Hispaniola
One Way Ticket (with “Thomas”, a guy from the audience, at the lead guitar)
Givin’ Up
All the Pretty Girls
Barbarian
Friday Night
English Country Garden
Roaring Waters
Every Inch of You
Makin’ Out
Solid Gold
Get Your Hands Off My Woman
Growing on Me
– – – – – – –
Japanese Prisoner of Love
I Believe in a Thing Called Love

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