I DARKNESS a Milano, Ode dall’alto dei cieli: Foto e Reportage del concerto

Articolo di Chiara Amendola | Foto di Oriana Spadaro

Milano, 7 gradi, cielo sereno. Il percorso che mi conduce da casa all’Alcatraz è tranquillo, non c’è traffico né gente strana in giro, percepisco calma e quiete rilassata. Atmosfera giusta per accogliere l’apocalisse sonora di una delle band che più mi travolge (e non perché so urlare in falsetto) capace di scatenare in me un incontrollabile effetto redentore.

Nel loro stile inimitabile i Darkness arrivano a Milano per un ambizioso opus musicale in status magnum, almeno spero.

La band di quattro elementi composta dal carismatico frontman Justin Hawkins, suo fratello Dan alla chitarra, il bassista Frankie Poullain e il batterista Rufus Tiger Taylor, (figlio di Sir Roger Taylor), non ha affatto deluso le aspettative, combinando perfettamente umorismo britannico, glam rock over the top, riff accattivanti e assoli da distruzione.

Ci sono tutti i presupposti per una carica di dopamina: al mio ingresso vengo accolta dai Boston in filodiffusione che mi sussurrano More than a feeling e il mio buonumore viene amplificato da una distesa di testosterone: maschi alla lavanda ben idratati, maschi in canottiera con ascelle al vento, maschi con messa in piega a onde, maschi decisamente brutti ma intellettualmente affascinanti, maschi standard e banali che sprigionano note di sigaretta miste a sudore.

Quando le luci si accendono la folla esplode al suono delle chitarre lamentose e sgangherate, tutto viene esaltato dalla meravigliosa voce in falsetto di Justin seguita dai tamburi che si infrangono. Un attacco completo ai sensi.

Justin annuncia che stasera la band si esibirà in due set, il primo dei quali è l’ultimo album completo, seguito da un secondo tempo dedicato ai grandi successi. Aprire un concerto suonando un nuovo disco dall’inizio alla fine può sembrare un affare rischioso, ma tutti sono coinvolti, cantano, ballano e saltano nel palmo della mano di Hawkins. Dall’apertura su Rock and Roll Deserves to Die diventa subito evidente che sia il pubblico che il gruppo è qui per scatenarsi.

Di solito un live per i Darkness implica tanta interazione con la folla e questa sera non ci sono state eccezioni. Till I Die si trasforma in un’ode acclamatissima dai presenti che seguono le istruzioni del frontman ondeggiando mani e braccia a tempo di musica.

La band fa dello show una commedia pur dimostrando di essere estremamente talentuosa: Dan Hawkins è un chitarrista fantastico, insieme a suo fratello, ha prodotto rigidi riff che hanno fatto muovere tutti. Poullain ha dato un peso in più alle melodie con le sue scanalature in ottone lucido, mentre Rufus Taylor ha portato nuova energia nella performance dal vivo.

Con un fragoroso applauso Choke on It e Guitar Men segnano la fine della prima metà dello spettacolo.

Dopo un rapido cambio di costume, Frankie torna in scena suonando un campanaccio, il resto della band riappare schiantandosi violentemente su One Way Ticket. E’ il momento di fare sul serio. Justin, adesso vestito con una tuta laminata rosso brillante, si precipita sul palco scuotendo una platea in preda al delirio.

Ogni canzone suonata si inserisce perfettamente nella successiva, senza mai saltare un ritmo. Cover nella cover quando Street Spirit dei Radiohead si conclude con una rivisitazione di While my guitar dei Beatles che mi strappa il cuore.

Il set giunge alla fine sotto una pioggia di reggiseni lanciati dalle fan su Get Your Hands Off My Woman, i ragazzi abbandonano la postazione ma per pochi istanti, quanto basta per palesarsi come una visione celestiale (o forse infernale?) e chiudere con un’indimenticabile versione de I Believe in a Thing Called Love.

Esco fuori a fumare con la gola che mi pizzica e il viso paonazzo, mi accorgo di non essere la sola in questo disagio ma i sorrisi stampati sulla faccia di tutti mi confermano che nessuno sta andando via deluso.

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The Darkness

The DARKNESS –  La scaletta del concerto di Milano

Primo Atto
Rock and Roll Deserves to Die
How Can I Lose Your Love
Live ‘Til I Die
Heart Explodes
Deck Chair
Easter Is Cancelled
Heavy Metal Lover
In Another Life
Choke on It
Guitar Men

Secondo Atto
One Way Ticket
Barbarian
Growing on Me
Japanese Prisoner of Love
Love Is Only a Feeling
Solid Gold
Givin’ Up
Street Spirit (Fade Out) – (Radiohead cover) + While my gutar (Beatles cover)
Get Your Hands Off My Woman
I Believe in a Thing Called Love

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