The CURE in concerto a Milano: fotogallery, scaletta e reportage

Articolo di Stefania Clerici – Foto di Davide Merli

In questi giorni la stampa li ha definiti “I concerti di Halloween” e non a caso. Al di là del periodo in cui hanno scelto di esibirsi proprio in Italia, i The Cure hanno messo in scena uno spettacolo che ben incarna lo spirito della festa di Ognisanti: nero e dai toni cupi sì, ma con un insieme di colori e tonalità accese, un binomio che si è ben visto (e sentito) sui palchi di Bologna, Roma e Milano nelle 4 date italiane, che stanno regalando show sempre diversi e intensi, accumunati dal denominatore del sold out sulle 4 serate.

Band con 40 anni di carriera all’attivo, oggi accanto a Robert Smith è rimasto dal lontano 1980 solo il suo bassista Simon Gallup, al suo fianco però grandi turnisti come Reeves Gabrels (già chitarrista di David Bowie), Jason Cooper alla batteria e Roger O’Donnell alle tastiere che supportano un tour europeo che durerà fino ad inizio dicembre.

Con poco più dei (miei) 30 anni sulle spalle, The Cure sono stati “la cura” principalmente con l’album Boys Don’t Cry e con tutto lo scenario cultural pop che si sono portati dietro nella mia dieta cinematografica: lo stesso “Boys Don’t Cry” e “Just Like Heaven” sono diventati titoli di film, la loro Burn fa parte della soundtrack del cult anni ’90, “Il Corvo”, lo stesso frontman è stato di ispirazione a Tim Burton e Paolo Sorrentino per i film “Edward mani di forbice” e il più recente “This Must Be the Place”. Insomma, se c’è un gruppo che è molto più che una band ma un vero e proprio trend-setter non di fashion come oggi viene inteso, ma di un mood particolare con un distintivo e personalissimo stile, quelli sono proprio i Cure.

Tornando al live di ieri sera, l’inizio previsto per le otto è avvenuto un po’ dopo, verso le 20.30: ad aprire la data 1 di Milano è Open, pezzo contenuto in Wish, pubblicato nel 1992. Tratte da questo nono lavoro molte tracce andranno a formare la setlist del concerto: From the Edge of the Deep Green Sea, Doing the Unstuck ed End, che va a chiudere la prima ora e mezza di live.
Dalle 22 circa partono poi tre lunghi e intensi encore, caratterizzati dai tre periodi principali dei The Cure: inizio dark con It Can Never Be the Same, parentesi romantic ballad aperta da Lullaby e finale sui toni dell’alternative pop con Friday I’m in Love e le più famose hit come Boys Don’t Cry e Close To Me.

31 pezzi in scaletta, più di tre ore di live in cui Robert ha regalato anche qualche anticipazione con il nuovo pezzo The Hungry Ghost. Pubblico entuasiasta e vario, attivo sulle grandi hit, un po’ in sordina sui brani meno famosi, ma virtuosismi musicali e grandi assoli contribuscono a tenere altra l’attenzione e vivo lo spettacolo. Stasera si replica con la seconda data!

The CURE – scaletta concerto 1 Novembre – Milano

Open
High
A Night Like This
The Walk
Push
In Between Days
Pictures of You
This Twilight Garden
Lovesong
Primary
Charlotte Sometimes
Just Like Heaven
Trust
Want
The Hungry Ghost
From the Edge of the Deep Green Sea
End
– – – – – – –
Encore:
It Can Never Be the Same
Shake Dog Shake
Burn
A Forest
– – – – – – –
Encore 2:
Lullaby
Fascination Street
Never Enough
Wrong Number
– – – – – – –
Encore 3:
Hot Hot Hot!!!
Friday I’m in Love
Doing the Unstuck
Boys Don’t Cry
Close To Me
Why Can’t I Be You?

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